Il Grosseto vince a Padova e va in serie B


PADOVA. Che regalo, ragazzi! La serie B del Grosseto nel giorno del 95º compleanno del Grifone, classe 1912. E nel modo più semplice tra quelli prevedibili, anche se non il più facile da confezionare: la vittoria. Ci pensa Carl Valeri, il ragazzone australiano in comproprietà con l'Inter scudettata, a suggellare con la sua incornata la partita perfetta. Giocata in uno stadio enorme dove i 2.500 tifosi biancorossi fanno i padroni da ben prima dell'inizio. Un muro, invalicabile come quello della squadra campione del girone A.
C'è un equilibrio sostanziale nei primi minuti nella bolgia dell'Euganeo. Una fase di studio che non permette al pallone di vagabondare troppo lontano dal centrocampo. Apre la cronaca Anaclerio, vecchia conoscenza (con il Frosinone) del Grifone: al 2' chiama Pinna a una parata facile facile su punizione. Prima risposta biancorossa al 7', con Gessa: l'inzuccata è preda di Cano. Le due squadre cercano di superarsi dalla lunga distanza. Al 9' De Franceschi spara al volo dai 30 metri: il pallone esce di poco a sinistra del palo. Al 16' è Mengoni a cercare il colpo risolutore: ma la punizione finisce tra i guanti di Cano. Da Sangiovanni Valdarno arriva la notizia che il Sassuolo è sotto di una rete. E il Grifone si sente ancora più sicuro, visto che il Pisa non sblocca il risultato a Venezia. Al 18' Miglietta prova a lanciare Manzoni in area piccola, ma l'appoggio è troppo lungo. Al 21' si illumina Cipolla: rovesciata-cross dalla sinistra, Sorrentino va giù in area e si lamenta ma Scoditti non si fa commuovere. Al 25' è invece proprio Cipolla a protestare: corner e il fantastista napoletano cade in area piccola, reclamando il calcio di rigore, che l'arbitro non concede minacciando prima di ammonirlo e poi sventolandogli il giallo. Sul rovesciamento di fronte - a causa di un fallo biancorosso - si scatena un parapiglia verbale che coinvolge, a distanza, anche le panchine. Sintomo di un nervosismo palese, specialmente in casa maremmana. E di cui farà le spese Enrico Maria Amore, proprio dopo il gol dell'1 a 0. Accade al 30', quando Carl Valeri raccoglie di testa un cross ravvicinato partito da destro di Gessa: il nazionale australiano decolla altissimo e la parabola finisce sotto la traversa, scavalcando il portiere padovano controsole. Nella curva grossetana è il finimondo ma anche in campo accade qualcosa. Amore si dirige verso la panchina avversaria e probabilmente dice qualche parola. Che l'arbitro giudica meritevole di espulsione: rosso dalla panchina e Amore si brucia la possibile festa da protagonista. L'unico vero pericolo il Grosseto lo corre al 41': ed è un pericolo tangibile perché Pinna respinge con affanno, di pugno, un corner morbido di Miglietta; la palla resta in area piccola, sui piedi dei veneti che non riescono però a trovare il tempo giusto per la battuta vincente. Prima dell'ammonizione di Garofalo (44'), Sorrentino prova senza fortuna la bordata vincente dai 25 metri: Cano para. Il Sassuolo pareggia, ma il Grosseto è già - tranquillamente - in serie B.
Due minuti della ripresa e un problema muscolare toglie Mengoni dalla partitissima. È l'ora di Galeotti. E al 6' potrebbe essere anche l'ora di Bianchi goleador: percussione di Cipolla, tiro cross rasoterra, deviazione di Cano, Sorrentino cerca di intervenire, il pallone esce dall'area mentre accorre Bianchi, il cui tiro a botta sicura viene però respinto dalla schiena di un difensore. Il Grifone va a caccia del gol della certezza. Il Sassuolo raddoppia e impedisce comunque ogni tipo di rilassamento. Che pure c'è. Perché il Padova guadagna metri e libertà, in cerca di un pareggio di speranza e comunque di prestigio. Sale il nervosismo e sale il conto dei cartellini gialli, ben gestiti da Scoditti. Al 12' fuori Sorrentino e dentro Zizzari, con l'obiettivo di garantire maggiore freschezza all'attacco biancorosso. Che si rifà sotto con Garofalo (punizione alta al 16'), Gessa (galoppata conclusa con un tiro parato al 17') e di nuovo Garofalo (cross-tiro a girare che si perde sul fondo al 20'). Mandorlini gioca il tutto per tutto e butta dentro due punte, Tarallo e Bovo. E Cuccu si copre con Catinali al posto di un Cipolla comunque propositivo. Al 40' dalla curva si alza il coro "Grosseto, Grosseto": incessante, anche nell'interminabile recupero, mentre il Pisa va ko. Scoditti fischia e quel fischio vuol dire serie B. Fine dell'angoscia, inizia la festa.

dall'inviato Pierluigi Sposato