Muore a 42 anni dopo un'influenza

PONTEDERA.Due giovani vite spezzate da malattie.
Michele Scasso, 31 anni, architetto, di Pontedera, ha lottato per quattordici, lunghi mesi contro la leucemia che alla fine lo ha vinto. Il giovane è morto ieri pomeriggio all'ospedale Lotti, lasciando nella disperazione i genitori e i familiari. In questi mesi i medici avevano tentato il possibile, l'architetto era stato inserito in lista di attesa per effettuare il trapianto del midollo osseo da un donatore compatibile, cercato invano anche attraverso le banche dati internazionali. Purtroppo la forma di leucemia che lo aveva colpito era di quelle che lasciano poche speranze di vite e così ogni cura è risultata senza efficacia.
La salma del giovane - la famiglia del quale abita in città in via Fratelli Rosselli - è stata esposta, già nel primo pomeriggio di ieri, nella cappella della Misericordia, in attesa della cerimonia funebre.
Il giovane era molto conosciuto: il padre è ingegnere e ha uno studio tecnico. Ogni speranza e progetto dell'architetto si erano scontrati con la terribile diagnosi di cui Michele era a conoscenza. «La malattia si è manifestata improvvisamente - racconta un parente - quattordici mesi fa. È stato tentato il possibile ma non c'è stato niente da fare, è un momento triste per tutti noi». Il funerale si svolgerà oggi pomeriggio nella chiesa di San Giuseppe.
Poche ore prima un'altra famiglia, originaria di Pontedera, si è trovata nel dolore in seguito a una morte improvvisa le cui cause sono ancora da accertare.
Oggi alle 15, nel Duomo di Pontedera, si svolgerà il funerale di Massimo Marconcini, 42 anni, magazziniere all'ospedale Lotti e dipendente della cooperativa l'Arca di Cascina. Per accertare le cause della morte dell'uomo, che abitava a Pontedera, è stata richiesta l'autopsia. Il padre ha spiegato che Massimo circa quindici giorni fa ha cominciato a sentirsi male. Sembrava una banale influenza ma poi la situazione è peggiorata rapidamente.
«Aveva la febbre tra 39 e 40 gradi e non riusciva a riprendersi - racconta il padre che ancora non sa darsi una spiegazione - è stato ricoverato prima all'ospedale Lotti a Pontedera e poi a Pisa, dove la situazione è peggiorata. I colleghi e anche gli stessi medici si sono subito preoccupati, appena hanno visto che continuava a stare male». Massimo è morto l'altra mattina all'alba, dopo essere stato ricoverato per alcuni giorni nel reparto di rianimazione a Cisanello.
«I medici - spiega ancora il padre di Massimo - hanno poi fatto trasportare la salma al Santa Chiara per capire le cause della morte. Tutto è cominciato con una banale influenza».
Ieri mattina il personale della farmacia dell'ospedale Lotti ha voluto ricordare Massimo Marconcini. «Cordoglio all'ospedale Lotti - si legge in breve messaggio - per la scomparsa di Massimo Marconcini, in servizio alla farmacia ospedaliera. Stimato dai colleghi, viene ricordato da tutti per la sua disponibilità e sincerità e lascia un vuoto in coloro che lo hanno conosciuto».
La notizia della morte ha suscitato cordoglio anche tra i colleghi della cooperativa L'Arca di Cascina che avevano seguito Massimo fin dalle prime fasi della malattia. Nessuno aveva immaginato che la situazione potesse precipitare così all'improvviso.
S. C.