L'uso delle spiagge proprio non va giù

SAN VINCENZO. L'Associazione albergatori prende posizione sul piano spiaggia. E sostiene che la questione non vede nessuna forma di conflittualità tra le categorie economiche interessate. «Il problema vero - dice l'associazione - riguarda tutti i concessionari di spiaggia e l'amministrazione comunale, con l'avallo della capitaneria di porto».
In sostanza si ritiene che non siano gli iscritti alle associazioni di categoria a porsi nell'illegalità ma le stesse istituzioni a mettere in atto regole discriminatorie.
«Intanto per la stessa ragione e con i soliti strumenti amministrativi - sostengono gli albergatori - per cui le strutture ricettive possono essere autorizzate a mettere ombrelloni, facciamo la provocazione di invitare le agenzie immobiliari a migliorare i servizi offerti alla clientela degli appartamenti noleggiando ombrelloni».
«La nostra associazione - prosegue - ha consigliato i propri aderenti ad approfittare della situazione, perché dare servizi alla clientela rappresenta un valore aggiunto».
L'associazione però precisa: «Ciò non toglie la discriminazione che viene realizzata dalla nostra amministrazione comunale, per non si sa quale anacronistico e antieconomico concetto della gestione del turismo. Abbiamo i concessionari che pagano il canone, tassati per i rifiuti, che debbono sottostare alle ordinanze della capitaneria di porto, subiscono i controlli ed hanno responsabilità anche penali sia sullo sfruttamento del demanio che riguardo al salvamento».
L'organizzazione degli albergatori ricorda, non senza una punta di polemica: «Dobbiamo accettare progetti di salvamento onerosi di cui ci dobbiamo accollare la maggior parte degli oneri per far sì che non ci vengano inaspriti gli obblighi anche penali e soprattutto per aiutare a coprire tutta la spiaggia comunale con il salvamento; e in cambio otteniamo il riconoscimento che, fino ad ora, abbiamo sbagliato tutto».
La polemica continua: «Come è possibile che si possano cambiare le cose in questo modo e soprattutto che possano essere tollerate dalle stesse autorità tanto zelanti ed attente ai controlli e a stabilire le regole? Ci viene un altro dubbio, che verificheremo nelle opportune sedi (si ricorda che un gruppo di albergatori si è rivolto, in via legale, al Tar per l'annullamento dello stesso Piano Spiaggia), se esistono gli estremi di un danno all'erario».
«Un'ulteriore domanda alla quale non sappiamo dare risposta - continuano gli albergatori - è quella relativa al fondamento politico ed ideologico o tecnico, se esiste, che spinge a trovare questo tipo di soluzioni bizzarre; in base a queste alchimie tecniche ci potremmo ritrovare un domani a vedere che, in virtù del principio "pubblico- privato", vengano date in concessione porzioni di territorio comunale all'interno delle quali si possano avere a disposizione del privato terreni, boschi, spiagge e quant'altro».
«Prenderemo in seria considerazione - minacciano, infine - la restituzione di tutte le concessioni al fine di poterci organizzare al meglio e senza oneri, per garantire ugualmente i servizi ai turisti».