10 maggio 2007 —
pagina 10
sezione: Nazionale
DISAVVENTURE
Da due mesi aspetto
(invano) lAdsl
Caro Tirreno ecco il testo della lettera che ho appena spedito alla Telecom dopo settimane di attesa.
Dopo circa due mesi dallattivazione della linea telefonica 050 711099 e dalla relativa richiesta di attivazione della linea ADSL, non abbiamo ancora la possibilità di usufruire di tale servizio per noi indispensabile. Fatto ancora più grave è il continuo chiamare al 191 e ottenere ogni volta risposte diverse, di cui le più clamorose sono state:
26 Aprile: il modem è in consegna per il 30 aprile; 2 maggio: ancora niente, chiamo di nuovo e mi dicono che il modem è in consegna, uno o due giorni al massimo; 8 maggio: niente, richiamo e - udite udite - mi dicono che la linea ADSl non è ancora attivata e quindi era inutile spedire il modem! Se questo tipo di servizio fosse stato dato ai clienti della mia azienda, saremmo già falliti da tempo!!
Dire che questo comportamento è vergognoso è il minimo, e ancora più grave è che non possiamo rivolgerci ad altri operatori: se non viene attivata lADSL anche i concorrenti non possono operare. Questo comportamento monopolistico credo che sia illegale e farò il possibile per denunciare questo stato di cose.
Mi appello a un dipendente di Telecom che abbia un minimo di coscienza, di rispetto per il prossimo e per il lavoro altrui e che possa prendere in considerazione questa pratica e che per lo meno abbia la gentilezza di dare ascolto ad un cliente e di chiamarlo informandolo di come sta risolvendo il mio problema.
Aspetto fino a venerdì 11 maggio: se non ricevo risposte concrete e definitive, darò disdetta non solo alla richiesta di attivazione dellADSL ma anche al servizio telefonico, oltre a richiedere i danni per quanto non rispettato dal contratto di attivazione.
Keramos Srl Cascina (PI)
VITA IN CITTÀ
La morte di Vanessa
è colpa nostra
Se la sera, rientrando a casa, dobbiamo barricarci dietro a portoni blindati, inferriate e allarmi, la colpa è nostra. Se alluscita della banca o della posta, dobbiamo sgattaiolare rapidi e a testa bassa per evitare lo scippo della pensioncella che abbiamo appena ritirato, la colpa è nostra. Se al parco dobbiamo perlustrare il terreno come cani da tartufo per evitare che i nostri bambini si infilzino nella prateria di siringhe, la colpa è nostra.
Se una Vanessa di 23 anni viene bestialmente assassinata in pieno giorno sulla metro di Roma da disgraziate prostitute ragazzine, la colpa è nostra. Nostra perché non pretendiamo leggi rigorose e applicazione certa delle stesse. Nostra che ci balocchiamo nellignavia, mentre il giullare di turno ci spiega che va tutto bene così, che bisogna abbassare i toni ed essere «seeeri e coeeesi»...
Ma landasse a raccontare in faccia ai genitori di quella povera morta.
Teresa Pasquali
POST COMUNISTI
Partito democratico,
una pagina bianca
I Democratici son gente così indaffarata da non far nulla tre volte al giorno. Allultimo congresso dei Ds sè visto Fassino commuoversi, gli abbracci lacrimevoli, gli occhi arrossati. Un gran funerale senza il morto.
Sè allestita una gran cerimonia per cambiare il nome senza modificare la cosa Pci-Pds-Ds-Pd: è dalla caduta del Muro che anagrammano le consonanti. Mentre in Afghanistan a un bambino è stato fatto decapitare un presunto talebano. Mentre nei mari dOlanda ha ricominciato a navigare la nave dellaborto. Mentre negli Usa si discute se introdurre Lybrel, la pillola che libera le donne dal ciclo mestruale. Mentre accade ciò, che fanno gli indaffarati democratici? Fanno congressi in cui per volar alto dibattono se è disdicevole chiamarsi «compagni».
Voglion fare gli americani, ma in un partito democratico stelle & strisce, non potrebbe starci non solo Mussi, ma nemmeno chi saugura tavoli di pace coi talebani. Manca loro il coraggio del killer, la freddezza dammazzare cinquantanni di storia che di democratico hanno ben poco.
Lo facessero il morto, poi potremmo pure crederci che questo è un funerale e non un Castrocaro Over the rainbow; Blair lo ha fatto, e ha messo alla porta i vetero-marxisti, Schroeder lo ha fatto e ha lasciato andare per la sua strada Oskar Lafontaine. In politica come nella vita, per cambiare occorre decidere (dal latino «mozzare»).
E il Pd? È un po come la pagina bianca del Manifesto sotto il titolo Ecco le idee del partito democratico» e in fondo due sole parole: è tutto.
Piergiorgio Frassati Sarzana(Sp)
PRIVILEGI
Vorrei tanto
diventare emerito
Emerito, che non esercita più un ufficio ma ne mantiene il grado. Sapevo che al termine del settennato i presidenti della Repubblica sono nominati (art. 59 della Costituzione), salvo rinuncia (chi? e quando mai?),senatori a vita. Sapevo anche che da Scalfaro in poi i presidenti si sono attribuiti il titolo di Presidente emerito con tutti i vantaggi che ne derivano non esclusi quelli economici.
Dalla vicenda delle dimissioni del guidice Vaccarella per presunte interferenze di alcuni ministri in merito alla ammissibilità del referendum sulla legge elettorale, apprendo ora che anche i giudici costituzionali dopo quattro anni trascorsi alla Consulta hanno diritto alla pensione che certo non sarà incapiente e possono fregiarsi del titolo di Giudice emerito con i conseguenti appannaggi compreso il diritto, vita natural durante, alluso gratuito dellauto blu con relativo autista.
Per quarantanni ho lavorato in un ente pubblico considerando i cittadini i miei datori di lavoro, ho sempre pagato le tasse, non ho mai avuto a che fare con la giustizia nemmeno per una contravvenzione per divieto di sosta, non ho mai chiamato cornuto larbitro, ho sempre ripartito i rifiuti domestici separando gli organici dal vetro, dalla carta, dalla plastica.
Lotto settembre 1943 ho firmato il mio piccolo armistizio con una ragazzina di 14 anni che nove anni dopo ho sposato (ma sono favorevole ai Dico). Con lei ancora condivido serenamente le gioie e i dolori della vita (anche se approvo il divorzio). A lei, approfittando del Tirreno, dico grazie e invio un bacio. Sono un cittadino come tanti altri.
Ciò premesso, al presidente Napolitano chiedo che motu proprio, mi nomini cittadino emerito con diritto «quando la fatal pietra sopra me si chiuderà» (e qui faccio le corna) al carro funebre gratuito con autista, cioè a spese dello Stato, cioè anche a spese vostre, cari lettori del Tirreno. Come? Dite che non sarebbe giusto né onesto? Che non sarebbe etico? Che sarebbe un cattivo esempio? Sono daccordo con voi.
Angiolo Panattoni Pontasserchio (Pi)