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Nuova sede per il distretto sanitario


 QUARRATA. Quarrata ha bisogno di una nuova sede per il distretto sanitario. Sulla necessità di una struttura che sia accessibile a tutti (anche agli anziani e ai disabili), più grande e moderna, concordano sia il Comune che l’Azienda sanitaria locale. Il neodirettore generale Asl Alessandro Scarafuggi ha visitato ieri per la prima volta l’edificio di via Marco Polo. «Lavoreremo insieme per trovare al più presto una nuova sede» dicono all’unisono Scarafuggi e il sindaco Sabrina Sergio Gori.
 Il direttore generale (che ha preso da poche settimane il posto di Vairo Contini alla guida della sanità pistoiese) è stato accompagnato nella visita dal responsabile di zona, Roberto Torselli.
 La sede di Quarrata è inadeguata alle esigenze di cittadini e operatori? «Lo sappiamo», rispondono Comune e Asl. «Nel corso dell’incontro - spiega Scarafuggi - è emersa la necessità, peraltro già all’attenzione degli amministratori locali e dell’azienda sanitaria, di prevedere una collocazione diversa da quella attuale. La struttura sanitaria eroga importanti servizi di base per la popolazione della Piana residente nei comuni di Agliana, Quarrata e Montale».
 In totale 45.000 abitanti, e i distretti di Agliana e Quarrata sono diventati decisamente troppo piccoli per il gran numero di pazienti provenienti anche dai comuni limitrofi del pratese.
 «Stiamo vagliando alcune ipotesi sui possibili siti dove trasferire il distretto - afferma il sindaco Sabrina Sergio Gori - L’Asl, cosa che ci ha rallegrato, intende rafforzare la propria presenza sul territorio. Concordano con noi sul fatto che la nuova sede non potrà avere dimensioni inferiori ai 900 metri quadrati, considerando la tipologia dei servizi che dovrebbe ospitare e prevedendo un loro ulteriore sviluppo».
 Il riferimento è alla realizzione della cosiddetta “Casa della Salute”, un centro integrato di medicina generale, medicina specialistica e consultori di vario genere, con la presenza al suo interno degli ambulatori dei medici e dei pediatri di famiglia integrati agli ambulatori e ai servizi della Asl 3.
 Nell’attesa, i pazienti del distretto si trovano a dover fronteggiare disagi quotidiani. L’edificio di via Marco Polo non è provvisto di ascensore e gli ambulatori delle visite specialistiche si trovano ai piani superiori. I disabili non possono accedervi e gli anziani si trovano in difficoltà a fare le scale. Per alcune visite i dottori chiudono un occhio e scendono giù.
 «Siamo consapevoli dei limiti strutturali dell’attuale distretto - dice Scarafuggi - e dei disagi subìti dai pazienti disabili per la presenza di barriere architettoniche. Contemporaneamente alla ricerca di una nuova sede ci impegneremo per risolvere i problemi più urgenti. Certo - sottolinea - dal momento che l’immobile non è di nostra proprietà, ed è prevista la sua dismissione, gli eventuali investimenti saranno valutati in relazione alle effettive necessità».
- Tiziana Gori

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