La scelta di Pozzi: «Dico no all'operazione»


EMPOLI. Rompe gli indugi poco prima delle 20, Nicola Pozzi. E lo fa con la stessa forza e la stessa sicurezza con cui ha scaricato alle spalle di Dni e De Sanctis i palloni dei suoi due gol stagionali. «Non mi opero, ho deciso». La voce, dal telefono, arriva forte e squillante. Eppure glielo facciamo ripetere, perché in ballo c'è l'uso del dito anulare della mano destra. «Avete capito bene - ripete - non mi opero».
Una scelta figlia di un'altra giornata di incontri, summit e pensieri. Pozzi ha valutato i pro e i contro e per tutta la giornata sembrava deciso a sottoporsi all'intervento. Anzi, era già stato fissato a Modena, dallo staff del professor Landi per domani pomeriggio. Poi il colpo di scena. «Ho faticato tanto per arrivare dove sono adesso, cioé a giocare in serie A, e ora non sono disposto a buttare via tutto. Sono un giocatore e scelgo di giocare, fine dei discorsi». Già, fine dei discorsi. Ma addio anche all'uso di un dito. «Devo fare il calciatore - continua l'attaccante - e non stiamo parlando di una gamba. So benissimo che il tendine staccato si ritrarrà presto e che perderò l'uso dell'anulare, ma non m'importa. O meglio, preferisco continuare a giocare».
Eppure nel consulto di ieri a Modena era saltata fuori anche l'ipotesi di un rientro anticipato: le 6 settimane di stop restava il tempo indicativo, ma con un po' di fortuna potevano iventare 4. «Ma la verità - aggiunge ancora Pozzi - è che operarsi ora vuol dire chiudere la stagione. Forse tornerei a disposizione a maggio, è vero, ma senza più il ritmo partita. Mi è già capitato di stare fuori e so che tornare dentro è durissima. Non voglio farlo. C'è un posto in Europa da conquistare sia con l'Empoli che con l'Under 21 e io voglio esserci, cercare di dare una mano e magari di essere protagonista».
Una decisione sofferta, quella di Pozzi. Ma forse è presto per definirla definitiva. Lui è convinto, questo è chiaro, e l'Empoli gli aveva lasciato carta bianca. In ballo, però, ci sono anche gli interessi del Milan, comproprietario del cartellino del giocatore, e i punti di vista del procuratore dell'attaccante, Tinti, e soprattutto della sua famiglia. «Ne parlerò anche con loro - conclude il diretto interessato - ma sono deciso ad andare avanti. Sono stato combattuto per due giorni, ora invece so quello che voglio fare».
Gli ultimi dubbi, comunque, scompariranno presto. L'intervento, infatti, era fissato per domani pomeriggio a Modena (erano già stati presi accordi dopo il consulto di ieri) e questa mattina doveva partire la conferma. Non sarà così, sembra, ma questa vicenda è stata talmente ricca di colpi di scena che non è possibile, fino all'ultimo momento, escluderne altri.

David Biuzzi