Terza occupazione, ci sarà Scalzone

PISA. Ancora un'altra scritta campeggia sul palazzo dell'ex Enel per ricordare ai pisani di chi è l'edificio all'inizio di lungarno Pacinotti vuoto da anni. È della società Ipi il cui pacchetto di maggioranza fa capo al palazzinaro Danilo Coppola, arrestato di recente. Università antagonista ha occupato l'edificio già due volte e ha annunciato che presto lo occuperà ancora simbolicamente per due giorni. Con loro ci sarà Oreste Scalzone, tra i fondatori di Potere operaio, il quale ha accettato l'invito a presentare il libro sul movimento degli autonomi negli anni Settanta scritto con altri.
Michele Spinelli e Massimiliano Denaro sono sulla spalletta dell'Arno a due passi da ponte Solferino, davanti al palazzo dell'ex Enel.
I due rappresentanti di Università Antagonista annunciano che il movimento tornerà a occupare «ma non ad aspettare il giorno che arrivi la polizia per sgombrarci. Il nostro scopo è un altro. Sarà un'occupazione di due giorni in cui l'interno dell'edificio potrà essere fruibile anche alla città. Tutti potranno vedere gli spazi che ci sono. Il nostro scopo è anche quello di utilizzare un fondo come presidio permanente e almeno una volta al mese potere realizzare un'iniziativa all'interno».
Università Antagonista aveva occupato lo stabile alla fine dell'estate del 2005. L'anno scorso ci fu una seconda occupazione simbolica per sottolineare come il palazzo fosse ancora abbandonato e sfitto. «Già due anni fa - dice Michele Spinelli - erano chiare le vicende che avrebbero portato all'epilogo di questi giorni. Il palazzo ex Enel è al centro di speculazioni dove, oltre al protagonista Coppola, compaiono anche personaggi come Fiorani. Era il periodo della scalata all'Antonveneta, della comparsa di palazzinari come Ricucci. Un periodo in cui una generazione di immobiliaristi ha usufruito alla fine degli anni '90 di privatizzazioni del patrimonio pubblico immobiliare».
Il protagonista dei prossimi due giorni sarà Oreste Scalzone. «In questi giorni - dicono Spinelli e Denaro - sta girando l'Italia per presentare il libro sugli autonomi scritto a più mani. Siamo riusciti a contattarlo ed ha accettato il nostro invito di venire qui a Pisa. Nei nostri programmi, l'incontro avverrà il primo giorno, mentre per il secondo organizzeremo un'assemblea cittadina pubblica sull'emergenza abitativa. In città, sono 4.300 gli appartamenti sfitti e «quest'edificio è posto in una posizione ottimale e dagli spazi enormi».
Per avere un'idea, basta pensare che i piani sono sei e su ogni piano ci sono 40 stanze. In tutto, ben 240. L'edificio è dotato di garage e scantinati che l'Enel utilizzava come magazzini.
Gli studenti di Università Antagonista durante la prima occupazione avevano posto all'attenzione della città due problemi come il diritto allo studio e alla casa travolti dal caro vita e da un mercato drogato, ma allo stesso tempo le difficoltà economiche imposte da un precariato che coinvolge sempre più ampi spazi della popolazione.
Inoltre, Università Antagonista aveva fatto una ricerca attraverso Internet partendo dall'Enel e avevano scoperto i vari passaggi di proprietà. «Quando l'Enel era un ente pubblico, ha comprato lo stabile. Un edificio - commentarono gli occupanti di allora - comprato con i soldi della comunità al centro di speculazioni immobiliari di privati. Questo mostrano i vari passaggi di proprietà».
Le informazioni prese dalla rete erano state sintetizzate in un dossier consegnato alla stampa da cui emerge che nel maggio 2004, la Enel divenuta spa vende l'immobile rimasto vuoto alla Deutsche Bank. Dopo appena sei mesi, nel novembre 2004, la Deutsche Bank vende l'edificio a Risanamento spa di Luigi Zunino, sembra per 9,4 milioni di euro.
Nel febbraio 2005 Risanamento vende al Gruppo Ipi e Dedalo real estate (che fanno capo all'imprenditore Danilo Coppola) nove immobili ex Enel al prezzo complessivo di 235 milioni di euro tra cui l'ex palazzo Enel di Pisa. Il nome di Danilo Coppola era poi venuto alla ribalta nella tentata e poi fallita scalata della Banca popolare italiana all'Antonveneta.