Concluse le indagini per tre dipendenti Arpat

CARRARA.Falso ideologico nei confronti di Pier Luigi Barabotti di Massa, e di Marco Bertolini, carrarese, entrambi tecnici della protezione ambientale dell'Arpat, e di Stefano Pangallo, anch'egli di Massa, consigliere della Ligure Asfalti; abuso d'ufficio per Renato Iardella, ex dirigente dell'Arpat. Sono queste le ipotesi d'accusa formulate nell'avviso di conclusioni indagini dal pm Leonardo Tamborini, nell'ambito dell'inchiesta Sinba. Si tratta, in pratica, della "seconda tranche", quella che ha preso in esame alcuni dipendenti dell'agenzia Arpat. Appare ridimensionata la posizione di Marco Bertolini, per il quale nell'immediatezza era scattato anche il carcere (per lui l'ipotesi iniziale era di abuso d'ufficio) e che invece adesso deve rispondere di falso ideologico (articolo 479), al pari di Barabotti e di Pangallo; il magistrato ipotizza che i tre, in un sopralluogo a Colonnata, avrebbero verbalizzato, sottostimandolo, un quantitativo di rifiuti speciali. «Siamo fiduciosi e sereni nei confronti del nostro assistito», commenta l'avvocato Franco Perfetti, che assiste Bertolini con l'avvocato Paolo Quadrella. Conclusioni indagini anche per Renato Iardella, carrarese (ora in pensione) al quale - articolo 323 - è invece contestato un presunto ingiusto vantaggio patrimoniale nei confronti della Argol, nel cui stabilimento di Massa avrebbe effettuato un sopralluogo. Secondo il pm, non avrebbe segnalato una attività di verniciatura. I quattro hanno venti giorni di tempo per inoltrare memorie o essere ascoltati, dopo di che il pm deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o il proscioglimento.
Cosa che il pm ha già fatto per la tranche sulla gara d'appalto per lo smaltimento rifiuti alluvionali. Gli atti non sono stati notificati, ma sembra certa la richiesta di archiviazione per il direttore generale Marco Tonelli, i dipendenti comunali Giuseppe Bruschi e Francesco Fortunati, e per il dirigente Arpat Carlo Righini. Vi sarebbe invece una richiesta di citazione diretta a giudizio (processo senza il filtro dell'udienza preliminare) per il dirigente Sergio Altieri, e gli imprenditori dell'Inerteco-Ema che si aggiudicarono la gara di smaltimento: Paolo Vagaggini, Giorgio Gronchi e Claudio Della Maggesa; per tutti e quattro si ipotizza la turbativa d'asta.