20 febbraio 2007 —
pagina 05
sezione:
Pisa
PISA. Altre dimissioni negli organi istituzionali dellateneo. Dopo quelle di Rolando Vivaldi rappresentante nel Cda per il personale tecnico amministrativo, nel novembre scorso, e del prof. Amedo Alpi, rappresentante dei professori di prima fascia, sempre nel Cda, a gennaio (e non senza polemiche), si è dimessa recentemente Marta Gallucci, che rappresentava gli studenti di Sinistra Per nel Senato accademico.
Le sue dimissioni partono dalle stesse ragioni di Vivaldi - si sono candidati entrambi per far parte della commissione propositiva che dovrà cambiare lo statuto dellateneo -, ma in una lettera la Gallucci denuncia anche «la scarsa sensibilità del Senato accademico».
«Non ho nessuna difficoltà ad ammettere - dice Marta Gallucci - che questa scelta deriva esclusivamente dalla volontà mia e della mia lista Sinistra Per, di candidarmi alla commissione per lo statuto. La scarsa sensibilità del Senato nei confronti delle problematiche esposte dalla componente studentesca, una volta tanto in maniera pressoché unitaria, hanno reso difficile individuare un congruo numero di candidati anche in una lista come Sinistra Per che pure vanta il maggior numero di rappresentanti in carica. Se anche solo una delle nostre istanze fosse stata recepita, probabilmente questa scelta non si sarebbe resa necessaria, ma alla luce del regolamento elettorale approvato diventa molto più facile garantire continuità di lavoro (pur nellalternanza delle persone) in un mandato in scadenza qual è per noi studenti il Senato accademico piuttosto che in un organo di nuova istituzione come la commissione in oggetto».
Qualche docente, ma anche tra il personale tecnico amministrativo e tra gli studenti, si è posto laccento sul fatto che il processo di revisione dello statuto abbia avuto una improvvisa accelerazione che ha anche portato, come si legge in alcune e-mail «ad alcuni pasticci o inconvenienti tecnici riguardo alle procedure di convocazione delle varie categorie di rappresentanti e quel che è peggio la discussione sulla riforma dello statuto è nata male, non è affatto partita dal basso, come qualcuno vorrebbe far credere».
E ancora: «visto il pochissimo tempo a disposizione, molti dei candidati si affannano a cercare voti, più che a trasmettere e discutere idee, proposte e programmi. E per fortuna che il prof. Cavallini ha convocato una seconda assemblea di incontro collegiale con tutti i candidati venerdì scorso, questa volta con larghissimo anticipo. È stata inevitabilmente più una passerella di candidati che un vero momento di discussione, di confronto e dibattiti su temi così importanti».
Per la commissione che dovrà cambiare lo statuto nellUniversità di Pisa, a 13 anni di distanza da quello precedente, si voterà il 27 e 28 febbraio e il primo marzo. I membri da eleggere sono 25 e rappresenteranno tutte le componenti dellateneo.
La commissione propositiva sarà presieduta dal prof. Giorgio Cavallini, delegato dal rettore. Perché è un momento fondamentale nella vita delluniversità la revisione dello statuto? Perché essa dovrà portare alla definizione di un codice sui grandi temi dellateneo. In particolare: governance, organizzazione dei dipartimenti, rappresentanze negli organi di governo, cariche e durata dei mandati e così via. Saranno inoltre in ballo questioni etiche importanti, quali la collaborazione leale, la trasparenza, le pari opportunità, la valorizzazione del merito, il rifiuto di favoritismi e delle discriminazioni, i doveri nei confronti della comunità.
La commissione propositiva sullo statuto è composta da ventinove membri con diritto di voto: il prof. Cavallini delegato dal rettore, il decano dei presidi, il presidente del collegio dei direttori di dipartimento, il presidente del consiglio degli studenti. Più altri 25 che saranno eletti il 27 e 28 febbraio e l1 marzo: 5 ordinari, 5 associati, 5 ricercatori, 5 del personale tecnico amministrativo, 5 studenti. Nove infine i membri senza diritto di voto.
-
Marco Barabotti