«Che allenamenti con Ronaldo e Beckham»

Perchè ti chiamano Rincon?
«In Brasile molto spesso viene dato un "apellido" ai bambini e io sono stato chiamato come Freddy, il calciatore colombiano che ha giocato nel Napoli».
Nello spogliatoio dell'Empoli ti hanno ribattezzato Snoop Dogg.
«E' un altro soprannome carino che mi è stato "donato" da Saudati, per la somiglianza con il cantante rap americano: la mia città, San Paolo, è anche famosa per questo genere musicale».
Come è maturato il tuo passaggio all'Empoli?
«A giugno mi sono svincolato dal San Paolo e sono venuto in Italia, a Milano. Ero nel mirino dell'Inter, anche se improvvisamente nell'ultimo giorno di mercato, si è prospettata la possibilità di venire all'Empoli. Inizialmente non conoscevo nè la città nè la società, ma appena ho avuto informazioni di come questo club sapesse lavorare con i giovani, non ho avuto nessun dubbio a vestire la maglia azzurra».
Che effetto ti ha fatto lasciare una città grande come San Paolo per una piccola realtà di provincia come Empoli?
«Sono decisamente due mondi distanti: San Paolo è davvero immensa. Ci sono tantissimi negozi e uno dei miei passatempi preferiti è fare shooping per le vie del centro. Qua la realtà è diversa, ma anche più tranquilla».
Hai alle spalle una bella esperienza nel mondo del calcio: sei stato per due anni nel Manchester United.
«Mi sono allenato con la prima squadra e l'emozione è stata fortissima: ho conosciuto dei grandissimi campioni, come Beckam, Cristiano Ronaldo e Scholes. Ma il ricordo più bello è di Van Nistelrooy. Mi ha regalato la sua maglia dopo un allenamento e la conservo tutt'ora, come uno dei più bei ricordi dell'esperienza in Inghilterra».
E' vero che sei stato anche allo Sporting Lisbona?
«Si, a fare uno stage, ma molto veloce».
Cosa ti piace dell'Italia?
«In Italia si vive bene ed è un po' più freddo del Brasile: ma io sono un brasiliano atipico, visto che preferisco giocare in inverno. Ho un cugino, Jorginho, che ha militato nell'Udinese e mi aveva parlato bene del vostro paese, dove tra l'altro si mangia una grande massa».
Massa? Non sarà mica il pilota della Ferrari?
«Massa significa pasta. Sì, proprio come il nome di Felipe...».
Hai fatto nuove amicizie?
«Ho ritrovato un grande amico, con cui ho giocato in Brasile: Mateo, che milita nella Primavera della Fiorentina. Con lui ci troviamo spesso per passare qualche serata in compagnia, per esempio al Maracanà, dove il cibo non è ottimo, ma la musica brasiliana è eccezionale».