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Dopo 12 anni l’università cambia lo statuto


È iniziato il dibattito nel Senato accademico sulla riforma dello statuto dell’Università di Pisa. Quello esistente, è uno statuto vecchio di 12 anni e il rettore, durante la sua campagna elettorale nell’estate scorsa, aveva manifestato la necessità di procedere a modifiche. La discussione si è soffermata in particolare sul significato della composizione dell’organo elettivo che sarà chiamato ad avanzare la proposta di riforma. La discussione ha poi portato alla decisione di costituire una “commissione propositiva” mista composta in parte da membri (senza diritto di voto) designati dai diversi organi e in parte dai membri di “diritto” o eletti dalle diverse componenti.
 Nel dibattito che si è aperto nel corso di due sedute del Senato accademico, qualcuno ha palesato il timore che lo statuto, che nel 1994 era uno dei più avanzati d’Italia, possa essere piegato in una sorta di processo restaurativo.
 Del resto, una revisione dello statuto, a parere pressoché unanime, va fatta, perché quello esistente in parte è superato e c’è bisogno il prima possibile di un “codice” sui grossi temi dell’ateneo: governance, organizzazione dei dipartimenti, rappresentanze negli organi di governo, cariche e durata dei mandati e così via.
 La discussione avviata, pertanto, non è solo sul metodo e sul merito della riforma, ma anche sul contenuto. Intanto da parte del rettore vi è stato l’accoglimento della proposta di delegare ad un organismo elettivo e rappresentativo di tutte le componenti dell’ateneo la formulazione di proposte di modifiche da apportare allo statuto. Come pure è stata fatta propria la preoccupazione che ci sia un raccordo tra l’organismo elettivo ed il Senato accademico, per non influire eccessivamente sui lavori dello stesso organismo, al fine di evitare che quest’ultimo sia guidato più o meno direttamente dal Senato stesso.
 L’ipotesi di lavoro formulata è di identificare una commissione, composta di 38 membri, così suddivisi. Ventinove membri con diritto di voto: il rettore, il decano dei presidi, il presidente del collegio dei direttori di dipartimento, il presidente del consiglio degli studenti, 5 ordinari, 5 associati, 5 ricercatori, 5 del personale tecnico amministrativo, 5 studenti. Nove membri senza diritto di voto: 6 designati dal Senato accademico, 1 rappresentante del personale tecnico amministrativo designato dal Senato e dal Consiglio di amministrazione, 1 rappresentante degli studenti designato dal Senato e dal Cda e 1 docente designato dal Cda.
- Marco Barabotti

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