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Velasco-Ulivo, l’idillio volge alla fine I Ds lo accusano di personalismo

 ORBETELLO. «Sul voto all’assestamento del bilancio, il capogruppo Giorgio Velasco si è astenuto per motivi prettamente personali».
 Si fa più ampio il solco tra l’ex candidato sindaco ed il resto del centrosinistra che, attraverso l’unione comunale dei Ds, precisa che «la scelta del voto contrario è scaturita, innanzitutto, da autonome valutazione fatte da ogni singolo partito e poi confluite in una decisione che ha visti coinvolti tutti i partiti dell’Unione. Pertanto, quando i nostri consiglieri (in rappresentanza di Ds, Rifondazione e Sdi, assente solo Venturi) hanno votato, hanno espresso tutte le voci del centrosinistra, comprese quelle delle forze politiche che non sono in consiglio».
 Tra i motivi della bocciatura all’assestamento, i Ds, ribadendo che non si può essere contrari ad alcuni investimenti come quelli sul sociale o sui vigili urbani, indicano «la mancata informazione della lettera inviata dalla Corte dei Conti sui rilievi al bilancio, indirizzata al sindaco ed presidente del consiglio Pettini del quale, essendo stato eletto anche con i voti dell’opposizione, abbiamo chiesto immediatamente le dimissioni». E poi ci sono le storie dei mancati introiti derivanti dall’affitto del bagno «Il Tramonto» che ha visto il locatario insolvente per 243.000 euro che dovevano essere impegnati per gli orti sociali e quella dell’esproprio Mayer, lievitato da pochi milioni di lire del 1983, agli oltre 1.400.000 euro attuali.
 «Ma quello che più ferisce - scrivono i Ds - è la quasi pretesa dell’attuale maggioranza che l’opposizione debba avallare sempre e comunque le scelte più importanti. Cosa che il sindaco Matteoli non fa quando indossa i panni di capogruppo di An al Senato della Repubblica, dove esercita il ruolo di convinto oppositore del centrosinistra».