E' lo stadio Ferraris la nuova casa dell'Empoli

GENOVA. Nessuno si stupisca se l'Empoli chiederà di giocare sempre a Marassi. Dopo averci liquidato la Sampdoria, infatti, concede il bis con il Genoa. Il ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia lo decide Pozzi, che si procura e trasforma un rigore: così gli azzurri si guadagnano altri due confronti con l'Inter (avversaria dei quarti). Cagni, però, può sorridere anche per altri motivi. La prova, diciamocela, poteva essere migliore. Ma la rete del centravanti di scorta può essere significativa per un suo completo recupero e poi c'è Tosto che è sempre più brillante e sempre più leader.
Al Ferraris - stadio che, come detto, è amico - Cagni presenta la formazione annunciata. Ovvero quella piena zeppa di seconde linee e disposta secondo un inedito 4-4-2. Anche il Genoa, ovviamente, sposa la causa del turn over. Ma Gasperini mette dentro qualche titolare in più, conferma il 3-4-3 e all'ultimo tuffo preferisce Juric - reduce dal gol alla Juve - a Coppola e Lopez a Borghese. In definitiva, comunque, solo la gradinata rossoblù sembra disposta ad onorare la Coppa Italia. Lo fa con le presenze e con la voce. Vogliono San Siro, i tifosi di casa, e la loro squadra cerca di accontentarli con una partenza lanciata. In pochi minuti, infatti, ci provano Juric (punizione dal limite fuori d'un soffio all'8'), Diogo Tavares (tocco largo al 10') e Biasi (altra conclusione imprecisa dalla corta distanza all'11'). L'Empoli soffre, traballa, fatica a proteggere l'1-0 dell'andata. Sugli esterni, in particolare, qualcosa non va: Baldanzeddu da una parte e Matteini dall'altra sono ai margini della partita (obbligando al superlavoro Tosto e a curare quasi esclusivamente la fase difensiva Eder) e nel primo quarto d'ora in campo sembra esserci solo il Genoa. Sembra, però, perché gli allievi di Cangi riescono a tenere botta e quando decidono di entrare nel match lo fanno in maniera fragorosa. Ovvero con il lancio in verticale di Buzzegoli, al minuto numero 17, sul quale Pozzi brucia Biasi e, con grande intelligenza, aspetta l'uscita di Rubinho. Il portiere brasiliano arriva puntuale e puntualmente lo travolge: Giannoccaro assegna il rigore e lo stesso Pozzi lo trasforma firmando il suo primo gol stagionale. Fra i quarti di finale (cioé la doppia sfida con l'Inter) e i liguri ora c'è un abisso. E il Genoa, infatti, fatica a ritrovare il bandolo della matassa. Preme, questo sì, ma all'Empoli (che al 27' colpisce una traversa con Eder, ma l'arbitro aveva già ravvisato un fuorigioco di Pozzi) basta svolgere il compitino per andare al riposo con un prezioso vantaggio.
Al Genoa servono 3 gol in 45', insomma, ma i rossoblù vogliono comunque provarci. Tanto che iniziano la ripresa col bomber Adailton al posto di Forestieri e con Botta e Juric che invertono le posizioni. L'offensiva ligure è generosa, ma offre varchi chilometrici per il contropiede. Buzzegoli e Matteini non sfruttano i primi, mentre al 6' Giannoccaro sorvola (e probabilmente fa bene) su un contatto Rubinho-Gasparetto. Gasperini, così, sgancia anche Greco (per Zeytulaev) e il copione della partita non cambia. Chi è costretto a cambiare, invece, è Cagni. Lo sfortunato Eder, infatti, rimedia una brutta botta al piede destro da Fabiano e va ko. Lo rimpiazza Iacoponi, match-winner all'andata, con Baldanzeddu che sale a centrocampo, sulla destra. Proprio la fascia dove, al 16', Buzzegoli piazza un ottimo break, però Pozzi non arriva a deviare il suo cross. Al 18', invece, a congelare il vantaggio ci pensa Bassi che "mura" un intervento ravvicinato di Greco (imbeccato da Adailton). Parata pesante, quella del motivatissimo spezzino, perché il Genoa insiste nel suo forcing (dentro anche Aurelio per Tavares al 22') ma la tambureggiante azione rossoblù perde consistenza con il passare dei minuti. L'Empoli ha il demerito - e non è poco - di non sfruttare mai a dovere il contropiede (e dire che la metà campo dei locali è una prateria priva di qualsiasi controllore...), ma limita i danni fino al 30', quando un'incornata di Longo su corner di Adailton finisce fuori di poco. Le palle inattive, in effetti, restano le uniche armi a disposizione di Stellini e soci, ma nel cuore dell'area di rigore il giovane portiere azzurro governa il traffico sempre bene e sempre meglio. Meglio va anche Baldanzeddu, che al 38' si beve Fabiano ma battezza il palo con un sinistro, mentre al 44' - cioé dopo l'ingresso di Musacci e l'esordio di Rincon - è bravo Rubinho a dire di no a una capocciata di Pozzi. Gli ultimi acuti sono di Bassi, che devia una punizione di Adailton al 46', e di Pozzi, che timbra la traversa al 48'. Note di cronaca che, in ogni caso, non cambiano né la storia del match né quella della partita: ai quarti ci va l'Empoli. Anzi, l'Empoli-bis.