Una cooperativa di capitani per l'Empoli

EMPOLI. Ficini, Buscé, Vannucchi e... conservate un po' di spazio per aggiungere altri nomi a questa lista. Quella, cioè, dei capitani dell'Empoli. Fascia e gradi, ovviamente, spettano di diritto al profeta in patria, che oltre a essere l'unico figlio della città in gruppo e anche quello che può vantare la più lunga militanza. Ficini, però, in questo avvio di stagione ha giocato il giusto. Così è stato Buscé, spesso, ad avere i galloni. Dalla gara interna con l'Udinese, però, qualcosa è cambiato. Il capitano è cambiato, visto che l'esterno si è sfilato la fascia dal braccio sinistro per consegnarla a Ighli Vannucchi.
Una scelta dello stesso Buscé. Che, attenzione, non vuole essere una fuga dalle responsabilità. «Tutt'altro - assicura lui - ho pensato di lasciarla a Ighli e ne ho parlato con Cagni prima e con i compagni poi. Tutti erano d'accordo e così è stato». Già, ma il motivo? «Vannucchi è qui da 5 anni, proprio come me, e soprattutto è uno dei quei giocatori che può cambiare il volto di una partita. E' decisivo, per noi, e mi sembrava giusto che avesse anche i gradi. Comunque il vero capitano di questo gruppo, sia chiaro, era e resta Ficini». E Buscé? «Essere il capitano dell'Empoli è una soddisfazione, ma non è una fascia al braccio che mi fa cambiare comportamento. In più, ripeto, in quel momento ho pensato che fosse un bel gesto lasciarla a Vannucchi e sono contento che lui abbia accettato volentieri. Ripeto, lui è uno di quelli che fanno la differenza, ma si sta impegnando molto anche in fase di interdizione. Gli mancavano solo i gradi di capitano, insomma, e ora ce li ha».
E se li tiene stretti, il fantasista. «Prima della gara con l'Udinese - ricorda Vannucchi - ci siamo trovati per la consueta riunione tecnica e il mister, davanti a tutti, mi ha detto che la squadra mi aveva indicato come nuovo capitano. E' stato un bel gesto, quello di Antonio e degli altri ragazzi, e sono orgoglioso di portare la fascia. Solo quando Ficini è fuori, però, perché il capitano è sempre lui».
Fascia rossa al braccio sinistro e numero 10 sulle spalle: Vannucchi, ora, è davvero il leader tecnico della truppa di Cagni. «Sono a posto sotto tutti i punti di vista - replica con un mezzo sorriso - battute a parte, sia il numero che i gradi sono cose che stimolano a dare sempre il meglio, sempre di più. Troppe responsabilità? No, non ne sento il peso. E poi ormai so che a Empoli tutti si aspettano molto da me e la trovo una cosa gratificante. Evidentemente c'è fiducia nei miei confronti e questo non può che farmi piacere».
Oppure, più semplicemente, Buscé e gli altri si sono ricordati dalla sua strepitosa prestazione contro il Palermo (la prima, in questo campionato, da capitano) e hanno deciso di lasciargli sempre la fascia. «Può anche essere così. In effetti fu una bella domenica - prosegue il giocatore - ma fu bella per tutti visto che battemmo una squadra che lotterà per lo scudetto».
Da buon capitano, comunque, a Vannucchi non resta che trascinare i suoi verso la sfida con la Lazio e, soprattutto, durante la partita. «Giochiamo contro una squadra che ha qualcosa in più di noi - spiega - ma proprio la gara con il Palermo ci ha fatto capire che possiamo mettere in difficoltà chiunque. Se faremo bene il nostro compito, insomma, verrà fuori qualcosa di buono». Magari un successo, che manca da tempo. «L'Empoli sta andando bene - conclude Vannucchi - lo dicono i risultati, lo dice la classifica e lo dice il rendimento della squadra. Però non vinciamo da 5 giornate ed è arrivato il momento di fare il pieno». Parola di capitano...