28 ottobre 2006 —
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sezione: Toscana
FIRENZE. Anche la Toscana sta costruendo, seppur in ritardo rispetto alle regioni del Nord, il suo polo dellenergia. Dallunione delle società di vendita di Fiorentina Gas e Toscana Gas, è appena nata infatti Toscana Energia clienti, una società che per dimensioni di mercato è la quinta in Italia, con 600mila clienti e oltre 1 miliardo di metri cubi di gas venduti.
Al matrimonio delle società di commercializzazione farà poi seguito lunione delle due società di distribuzione del metano che coprirà le province di Firenze, Pistoia e Pisa. La mappa del gas inizia insomma a farsi più chiara anche in Toscana, dove la frammentazione delle municipalizzate ha frenato un processo che altrove ha permesso da tempo la costruzione di grandi società capaci di stare su un mercato nel quale le dimensioni sono tutto.
Le cordate. Con la progressiva uscita di scena dellEnel, che per qualche anno ha provato a inserirsi nel mercato del gas e a far concorrenza al grande monopolista Eni, quasi tutti i grandi poli dellenergia, con leccezione dellemiliana Hera, sono presenti in Toscana. Uscita da Lucca la Camuzzi, del gruppo Enel, si fronteggiano quattro schieramenti. La galassia Italgas (Enel) è il raggruppamento più forte e si impernia su Toscana Energia, ma può contare anche sulla Sea di Viareggio e sulla lucchese Gesam.
Consiag Prato e Intesa Siena, invece, sono tra le poche società rimaste totalmente in mano pubblica e stanno percorrendo una via autonoma, che le porterà a sinergie sempre più strette con il consorzio Blugas con cui Mantova, Lodi e Piacenza cercano di approvvigionarsi in maniera autonoma.
Il terzo blocco ruota attorno a Aem Torino e Amga Genova, due colossi quotati in Borsa che stanno per fondersi, ed è presente a Livorno con lAsa e con la grossetana Gea. Curiosamente, la lucchese Gesam, dovendo come tutte le società del settore, separare le attività commerciali da quelle di distribuzione, ha venduto a Italgas la rete e ad Amga la società commerciale. Da questo processo di accorpamento restano ancora escluse alcune realtà interamente pubbliche piccole (la Sermas di Massarosa e la Amag di Agliana) e meno piccole come la Coingas di Arezzo che sembra invece avviarsi verso unalleanza con un quarto polo, quello di Edison.
Processo di concentrazione in corso. Secondo Alfredo De Girolamo, presidente di Cispel Confservizi Toscana che rappresenta 240 aziende di servizio pubblico con 14.200 addetti e 2,4 milioni di euro di fatturato, «questi processi dimostrano come sia in atto una strategia regionale di concentrazione delle utilities e ritengo che siano funzionali e preparatori alla creazione di quella holding regionale per i servizi pubblici, a cui i sindaci toscani stanno lavorando con convinzione».
Utenti non premiati. Ma di fatto quello dellenergia è un mercato nel quale la concorrenza esiste quasi esclusivamente sulla carta. «E necessario - spiega Romeo Romei, presidente toscano di Federconsumatori - giungere ad una vera liberalizzazione. Le differenze tra le offerte proposte dalle varie aziende sono minime e gli utenti non ne hanno tratto alcun beneficio». Anzi, attacca Romei, per conquistare clienti cè chi ricorre alla concorrenza sleale e, in qualche caso a vere e proprie truffe. «Sono diversi i casi di persone anziane a cui hanno fatto firmare contratti - aggiunge Romei - che prevedono la fornitura di stock esorbitanti di metano che non riusciranno mai a consumare neppure diventassero tutti ultracentenari».
Il problema della mancata liberalizzazione sta tutto nellapprovvigionamento che, in Italia, è garantito al 90% da Eni che non è solo il fornitore, ma anche il trasportatore e il venditore, tramite Italgas e le società collegate.
Il rigassificatore e il metanodotto. La Toscana ha adesso la possibilità di affrancarsi da questa Eni-dipendenza grazie a due canali. Il primo è costituito dal rigassificatore livornese: Amga e Asa, alleati della spagnola Endesa, potranno contare su un canale alternativo di approvvigionamento importante, ma forse non sufficiente a creare un autentico mercato.
Laltra opportunità è costituita dal metanodotto che lalgerina Sonatrach costruirà per portare il metano in Italia e che avrà il suo unico terminal italiano a Piombino. «Purtroppo - spiega De Girolamo - il sistema toscano è rimasto fuori dalla Galsi, la società che gestirà linfrastruttura, ma è indispensabile muoversi a tutti i livelli per avere la garanzia che almeno una parte del metano Sonatrach resti in Toscana, e per avere un rapporto preferenziale con Galsi».
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Carlo Bartoli