Fruzza e Rubini, i due volti dell'esperienza

VIAREGGIO.Due soddisfazioni in una per Carlo Fruzza: il centrocampista è sceso in campo dal primo minuto sul terreno di Ceparana contro il Focevara, ma soprattutto ha ricevuto la fascia da capitano in assenza di Barsotti squalificato.
E' stata una ulteriore attestazione di stima nei tuoi confronti.
«Sono contento delle attenzioni - dice Fruzza - anche senza la fascia sono consapevole della stima che c'è nei miei confronti, non solo da parte dell'allenatore, ma anche dei compagni con i quali il rapporto è ottimo».
Un rientro che è coinciso con una vittoria che vi permette di allungare, che sia una prima mini fuga?
«E' stato un risultato indubbiamente da non sottovalutare a dimostrazione che siamo una buona squadra che può lottare fino un fondo per essere protagonista, l'importante è proseguire su questa strada».
Nella ripresa però avete concesso un po' troppo al Focevara, che solo per un caso non ha trovato la rete del pareggio.
«Effettivamente quando le squadre con le queli giochiamo fanno alcune modifiche in campo abbiamo qualche difficoltà nel prendere le contromisure.
Superati questi momenti, però, riusciamo a ritornare noi stessi e vincere, come abbiamo fatto fino ad oggi».
Con alcuni punti in più a questo punto sarebbe stata vera fuga.
«Quelli persi sono quelli in casa con il Sansepolcro, alla luce dei risultati a Cascina in fin dei conti il pareggio, anche se ottenuto dai locali in extremis poteva starci».
Adesso in Coppa Italia avete la possibilità di proseguire il cammino superando il Sestri Levante.
«E' una manifestazione, che dopo la vittoria dell'anno scorso ci teniamo ad onorare soprattutto per i giocatori che hanno poco spazio la domenica.
Ecco perchè cercheremo di fare più strada possibile».
Roy Lepore FORTE.E'il nonno del gruppo, con i suoi 37 anni. Chiamato in extremis a difendere la porta nerazzurra dopo l'addio di Tommei, partito per Bassano. Di certo Hugo Rubini non lo sta facendo rimpiangere. Quattro reti subite in sei giornate (due in casa e due in trasferta), più un rigore parato contro il Cecina che stava per fruttare tre punti. Senza contare l'immensa esperienza al servizio dei più giovani, l'umiltà necessaria per far bene ovunque (e Rubini ne ha da vendere) e la sicurezza trasmessa a tutto il reparto. Con l'Orvietana è andata bene, peccato che abbiate subito gol nell'unica occasione degli avversari. Errore di disattenzione?
«Sicuramente abbiamo sbagliato qualcosa, perché su quel cross due giocatori dell'Orvietana si sono trovati liberi di colpire sul secondo palo. Non ho neanche potuto fare niente perché Nuccioni ha colpito il pallone molto bene, incrociandolo con precisione. Un vero peccato perché per il resto i biancorossi non sono stati mai pericolosi mentre noi nel primo tempo avevamo costruito i presupposti per andare in vantaggio».
Viste le numerose assenze dovete fare di necessità virtù. Cosa ti è piaciuto di più dell'ultima partita?
«La voglia di non perdere. Era difficile riuscire a raddrizzare il punteggio, perché il gol dell'Orvietana è stata una mazzata. Mancavano pochi minuti alla fine, noi eravamo in una formazione inedita e i ragazzi erano stanchi ma non hanno mollato e abbiamo attaccato con generosità. E alla fine è arrivato un punto da prendere con soddisfazione, visto il modo in cui lo abbiamo ottenuto».
Nella prossima settimana vi attendono Cascina (fuori), Viareggio (in casa) e Figline (fuori), un tris da far paura. Si vedrà dove può arrivare il Forte. Cosa ti attendi?
«Se giochiamo col cuore come contro l'Orvietana possiamo far bene. E' la cosa più importante per andare avanti. Chiaramente speriamo di recuperare qualche infortunato, e che venga ridotta la squalifica di Panesi e Pierotti».
Alessandro Cesarini