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Ripreso il processo all’architetto Maltinti

 EMPOLI. Di nuovo alla sbarra, a Livorno, l’architetto empolese Sandra Maltinti. Quella di ieri è stata la terza udienza, ma forse la prima durante la quale si è entrati nel merito della discussione. Il processo è quello sui presunti illeciti legati a un’ipotesi di voto di scambio, che aveva travolto i vertici dell’amministrazione comunale di Portoferraio, con l’arresto, due anni fa, dell’allora sindaco Giovanni Ageno, deceduto poi nel febbraio 2005.
 Ieri hanno testimoniato alcuni membri del comitato che nacque a Portoferraio ancora prima degli arresti. La prima a essere stata sentita è stata Elisabetta Tiberi che di quel Comitato fu uno dei motori: «Quando portammo al sindaco le nostre istanze - ha detto la donna ai giudici - lui non sapeva neppure a che cosa ci riferivamo. Uno dei nostri portavoce fu l’ingegner Stefano Provenzali perché a tratti parlavamo di cose meramente tecniche. Alcune nostre istanze in un primo momento vennero accolte dal consiglio comunale, per poi scoprire che nella seduta successiva furono cancellate».
 Ma il punto sul quale il pubblico ministero, Antonio Giaconi, ha fatto parlare a lungo la testimone sono le presunte intimidazioni che gli amministratori di allora fecero sul comitato: «Molte persone che in un primo momento ci appoggiavano si defilarono prima di presentare il ricorso al Tar. Piccole ritorsioni personali, promesse di aggiustamento di pratiche edilizie». Inoltre, nel corso dell’udienza di ieri sarebbe emerso che alcuni rappresentanti di quella giunta comunale invitarono persone firmatarie del ricorso al Tar a non farlo perché altrimenti avrebbero chiesto a ognuno i danni: «Una forma anche questa di intimidazione», è stato detto dall’accusa.
 Gli imputati sono Nicola Ageno, architetto, figlio dell’ex sindaco, l’ex assessore Alberto Fratti, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico del Comune, l’architetto empolese Sandra Maltinti e gli imprenditori dei supermarket Tiziano Nocentini e il cognato Marco Regano. L’accusa per loro è molto pesante: associazione a delinquere finalizzata al voto di scambio, ipotesi di reato contestata a vario titolo agli imputati. Con loro anche quattro imputati per reati minori. Nuova udienza il 27 e 28 ottobre.