24 settembre 2006 —
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Lucca
LUCCA. Museo di arte sacra non è ancora e forse non sarà mai, ma almeno il complesso dellex Real Collegio sembra sul punto di tornare a vivere. Dai tempi in cui era la sede dellIstituto professionale Civitali (allora solo femminile), oltre 20 anni fa, la struttura non era stata più utilizzata, se non per un ricevimento nellottobre del 2005, in occasione del convegno dei prefetti.
Abbandonato e fatiscente, lex Real Collegio nel 1985 era stato inserito tra i beni da recuperare grazie ai fondi Fio (Investimenti e occupazione) finanziati dalla Comunità Europea.
Chiara la destinazione indicata dalla Soprintendenza: doveva diventare il museo di arte sacra. Per due fini: valorizzare limmenso patrimonio artistico presente nelle chieste di Lucca e far cessare le continue razzie di bande che depredavano canoniche e parrocchie di quadri, sculture e arredi.
Ma la destinazione ha sempre trovato resistenza in ambienti della Curia, sensibili alle proteste delle comunità parrochiali che non volevano perdere le opere darte a cui erano affezionate. Di fatto, un sostegno e un impegno vero per realizzare il museo non ci sono mai stati.
Ecco allora che, nel tempo, si era cominciato a parlare di utilizzare il complesso come sede della Soprintendenza, della Corte dAppello, del campus universitario o dellImt e, negli ultimi tempi, come polo scolastico.
Nel mese di luglio, il consiglio di amministrazione dellex Collegio aveva ringraziato la Soprintendenza per la ripresa del restauro in una lettera inviata anche allArcidiocesi, alla Provincia e al Comune e dal Cda del Real Collegio. La messa in sicurezza delledificio doveva consentire «la collocazione di materiale già in possesso della Soprintendenza di Pisa».
M.I.