L'ex arbitro di A Redini: «Vivo grazie a Cisanello»

PISA. «Mi sento miracolato». L'ex arbitro di serie A Giancarlo Redini, 64 anni di Uliveto Terme, ha da poco ripreso la sua regolare attività a Coverciano, in seno all'Aia, ma non dimentica quanto ha vissuto quest'estate. In particolare, non dimentica quanto è stato fatto per lui dai medici dell'ospedale di Cisanello. «Senza di loro - dice Redini - senza la loro professionalità e la loro pignoleria, a quest'ora non sarei qui».
Ricoverato per una persistente febbre alta nel reparto di malattie infettive, a Redini è stato riscontrato, oltre all'infezione all'origine della febbre, un serio problema al cuore. «Per questo devo ringraziare la dottoressa Polidori - racconta - che facendo tutti gli esami del caso e anche di più, è riuscita a mettere in evidenza questo problema».
Da qui i contatti con il reparto di cardiochirurgia, le nuove analisi e il delicato intervento, avvenuto il 3 agosto, andato a buon fine. «Il mio ringraziamento, doveroso e sentito, va a tutto il personale medico e paramedico del reparto, e in particolare al professor Uberto Bortolotti, per la sensibilità e la disponibilità che ha avuto nei miei confronti e verso i pazienti in generale. Si parla spesso di malasanità - conclude l'ex arbitro - e allora è anche giusto sottolineare gli aspetti positivi. Data la mia esperienza personale, mi sento in dovere di dire che all'ospedale di Cisanello ho trovato un ambiente moderno, ben attrezzato e accogliente, e persone umanamente eccezionali, oltre che professionalmente molto ben preparate».