Prato festeggia la salvezza in C2 Al Montevarchi non basta il pari

PRATO. Si chiude in pareggio anche la gara di ritorno fra Prato e Montevarchi ma è un uno a uno che vale più dell'oro per la società di Andrea Toccafondi. La formula dei playout infatti dice che in caso di un doppio pareggio resta in serie C2 la società meglio classificata al termine della regular season. E allora festa grande in casa Prato anche contro i propri ultras che hanno chiuso la stagione continuando a chiedere la retrocessione in serie D, pur di veder andar via il presidente. Lacrime e musi lunghi in casa Montevarchi destinato a scendere, senza possibilità di appello, fra i Dilettanti.
Ma c'è ben poco da ritornare con la mente sugli episodi di questa stagione travagliata. Prato e Montevarchi ieri sono entrati in campo con la consapevolezza che una delle due sarebbe retrocessa in serie D. Non erano possibili altre soluzioni. Un derby fratricida fra due società che, insieme, hanno duecentodue anni di storia calcistica: il Montevarchi è stato fodnato nel 1902, il Prato nel 1908. E così si è assistito ad un primo tempo di grande ritmo ed imepgno da parte delel due formazioni. Il Prato puntava molto sul suo gioiello, quell'Alessandro Diamanti nato e cresciuto a Santa Lucia, frazione che ha dato i natali al campione del Mondo, Paolo Rossi, e che nello scorso mese di gennaio ha accettato di scendere dalla serie B dell'AlbinoLeffe, dove giocava, in serie C2 per dare una mano alla squadra delal sua città perchè riuscisse a salvarsi. E lui ha fatto a pieno il suo dovere. Suo il gol che ha rotto gli equilibri e che per dodici minuti ha dato l'illusione al Prato di potersi salvare anche chiudendo con una vittoria. E' stato un gol d'alta classe come tutti quelli che ha segnato in questi quattro mesi con la maglia del Prato: azione personale al limite dell'area grande, dribbling secco su un avversario e botta di prima intenzione sul primo palo. Conti si tuffa ma è in netto ritardo e quando arriva a coprire lo specchio la sfera è già nel sacco. La partita si mette sui binari che Bisoli voleva, Prato in avanti e Montevarchi costretto ad inseguire e a dover fare due gol per potersi salvare. Come dire scalare l'Everest per i rossoblù che qeust'anno hanno avuto proprio nel reparto avanzato i problemi più grossi. Ma il Montevarchi è una squadra che non ci sta a perdere. Filippi ha rivoluzionato l'intero reparto offensivo rispetto all'andata salvando il solo Pippo De Gori, fra i migliori in casacca rossoblù, capace di segnare il gol bandiera nell'ultima di campionato contro il Prato e di centrare un palo nei playout nella gara di andata. E la scelta dà ragione al tecnico montevarchino. Al 35' infatti arriva la doccia fredda per i padroni di casa: Paolucci commette fallo sui venticinque metri, Sadotti spara un bolide violentissimo rasoterra che s'infila sotto i piedi della barriera, Layeni non trattiene e il ventunenne De Lorentis corregge in rete. E' il gol che rimette in equilibrio la gara e che dice che c'è da soffrire fino alla fine.
E' un primo tempo in cui le due squadre giocano in spazi molto ristretti e consumano molte energie. Il Prato avrebbe meritato il gol anche sul colpo di testa di Carusio ma la sfera è rimbalzata sulla linea di porta ed ha scavalcato la traversa a portiere avversario già battuto, così come il diagonale servito dallo stesso Diamanti su assist di Malatesta. Azioni tante ma nessuna capace di rompere il nuovo equilibrio. Quando le due squadre tornano in campo per il secondo tempo resta la frenesia per cercare di rompere l'equilibrio ma mancano le energie. Le squadre si allungano, il centrocampo viene spesso scavalcato con lunghi calci e il bel gioco diventa un lontano ricordo. Al 54' Diamanti spreca la palla del raddoppio sparando altissimo da facile posizione. Al 60' Malatesta è costretto ad uscire per una distorsione ad una caviglia e due minuti dopo Sala serve un invtante pallone a De Gori che spara con molta precisoen verso la porta difesa da Layeni ma il tiro è troppo centrale e serve solo per far fare un sussulto agli spettatori in tribuna.
Montevarchi all'arma bianca completamente rovesciato nella metà campo del Prato che ne approfitta per impostare alcuni contropiede. Buono ma malamente sprecato quello del 66' quando Grego recupera in difesa e lancia sulla fascia Diamanti. Il dribbling su Olivieri è perentorio ma il giovane gladiatore biancazzurro vuole strafare. Potrebbe servire Lorenzi che lo affianca al centro dell'area ma preferisce cecare l'incrocio dei pali più lontano. Manca l'ossigeno, la precisione e la palla si perde alta.
Comincia la girandola delle sostituzioni. Filippi ha una rosa molto corta visti i tanti acciaccati che ha fra i suoi ragazzi, ma non può non tentare di dare una smossa alla squadra. Così ci prova inserendo Romualdi, Magri ed infine Cerri. Sono sostituzioni che danno ossigeno ma non qualità. Il cronometro scorre via veloce e mentre la delusione comincia a campeggiare sui volti dei sostenitori del Montevarchi, il Prato stringe ancor ai denti. In passato è capitato di prendere gol anche al 92' e così nessuno vuol cantare vittoria prima del tempo.
E quando Mannella fischia la fine in casa Prato ci sono lacrime di gioia, sul fronte del Montevarchi sono lacrime vere. Quest'ultimo, nel caso ci fosse la necessità di un ripescaggio fra i professionisti, non potrebbe nemmeno approfittarne visto che ne ha già beneficiato tre anni fa.