Era nata come Spica nel lontano 1936

LIVORNO.La Delphi? Era figlia della Spica, vale a dire della madre dell'industria di componentistica auto livornese. Era infatti il 1936 quando a Milano nacque la Società pompe iniezione Cassani e affini, appunto Spica. Ed era il 1938 quando la società trasferì la sede sociale a Livorno, avviando la produzione di pompe a iniezione per motori diesel nella fabbrica di via San Martino, a Ardenza. Nel 1941 la Spica passò all'Alfa Romeo. Era ubicata su un'area coperta di 4500 metri quadri; 410 dipendenti.
Agli inizi degli anni Settanta una prolungata fase di crescita rese impossibile la permanenza in via San Martino. Nel 1973 i primi gruppi di lavoratori iniziarono la produzione nel nuovo stabilimento di via Enriques. Oltre alle pompe diesel, la Spica produceva candelette, ammortizzatori, pompe ad acqua ed a olio, sterzi a cremagliera. La massima espansione nel 1982: duemila dipendenti, con un'alta percentuale di tute rosa; alto il livello di sindacalizzazione.
L'azienda rimase sotto l'ombrello protettivo delle partecipazioni Statali sino al 1987; progettava, produceva e commercializzava tutti i suoi prodotti. Nel gennaio 1988, sullo stabilimento fu issato il vessillo Fiat-auto; molti, anche nel sindacato e fra i lavoratori, si opposero tifando per la Ford, ma passò la scelta di vendere alla Fiat.
Alla fase di espansione seguirono anni di forte ridimensionamento produttivo ed occupazionale, con prolungati massicci ricorsi alla cassa integrazione e l'uscita dalla fabbrica di centinaia di lavoratori; le prime a pagare furono le donne; ripetute le manifestazioni.
Si arriva al 1995, al frazionamento dell'azienda ed alla vendita agli americani: una parte della Spica diventa Delphi, ed un'altra parte diventa Trw. Si era così consumato l'ennesimo passaggio di mano di un'azienda storica del territorio.
Alla Delphi - analogamente alla Trw - è stato un alternarsi di speranze e delusioni: da una crisi all'altra, nel segno di un periodico ricorso alla cassa integrazione. Tanto più si sperava quando si trattava di carichi di lavoro importanti ed innovativi. E soprattutto quando lo stabilimento livornese contribuì alla progettazione (avviandone la produzione nel 1999) dello sterzo elettrico, l'Eps montato su diverse auto del gruppo Fiat.
Infine, la crisi del mercato auto, le pressioni Fiat per l'abbassamento dei prezzi, il tracollo finanziario della multinazionale americana, hanno fatto decidere ai vertici Delphi il trasferimento delle produzioni - compreso l'Eps - nello stabilimento polacco di Ticki dove il costo del lavoro (un lavoro con pochi diritti e poca sicurezza) costa dieci volte meno che in Italia. Nessuna considerazione del fatto che da oggi 400 lavoratrici e lavoratori sono a casa.