ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

Spinelli-Arrigoni, prima stretta di mano


 LIVORNO. Le parole di Cristiano Lucarelli che aveva rilasciato al nostro giornale dopo il match con la Sampdoria («se l’allenatore sarà Arrigoni la partenza è con il piede giusto») sono state un eccellente viatico per Cipollini, Ricci, Signorelli i quali si sono presentati ieri nell’ufficio di Aldo Spinelli. Dopo pochi minuti è arrivato Daniele Arrigoni direttamente dalla Romagna. Un quadro completo. Dopo il vertice, tutti a pranzo. E il direttore generale, facendo un po’ un riesumé, è apparso soddisfatto.
 «Una riunione proficua. Si è parlato molto dell’aspetto organizzativo e dei programmi con il nuovo allenatore. Siamo in perfetta sintonia». Ma quando sarà annunciato? «Per il rispetto dello staff attuale lo diremo nella prossima settimana». Non è più una novità. Spinelli si era affidato ai suoi più stretti collaboratori e ha accettato la scelta. «E’ stata una riunione molto proficua. Arrigoni ha cominciato a darci delle indicazioni. Prima di ratificare la sua assunzione, come mi era stato proposto, ho voluto parlare con lui». Un anno di contratto con opzione sul secondo. Una rassegna generale sulla rosa attuale con le posizioni contrattuali dei vari giocatori che sarà approfondita quando Arrigoni entrerà in carica. Cipollini è stato chiaro: «Prima di operare sul mercato e discutere dei rinnovi dei contratti è giusto aspettare la fine del campionato. Il confronto che c’è stato sarà sviluppato».
 L’umore di Spinelli. Il presidente aveva detto domenica sera di «essere stanco e in una fase di riflessione». Un campanello d’allarme sul futuro e sui progetti più immediati. Come lo ha visto Cipollini? «Abbastanza sereno. Abbiamo affrontato tanti argomenti ed era molto motivato». Il presidente lascerà carta bianca ai suoi uomini. «Voglio prendermi un po’ di pausa. Questi scandali mi mettono la nausea». Ora, il bastone del comando, toccherà a Cipollini. Che non si sbilancia troppo in attesa di capire meglio l’intera macchina organizzativa della società che arriva fino ai controllori alle porte, il marketing, il settore degli osservatori e quello giovanile. «L’impegno è notevole e lo sto affrontando per gradi». Il Livorno, intanto, cambierà sponsor tecnico. Il rapporto che durava da diversi anni con l’Asics è terminato e dalla prossima stagione subentrerà la Legea. Resta da vedere dove sarà collocato l’attuale corredo. Cipollini vuole mantenere un stretto rapporto con Ricci nella sua funzione di direttore sportivo e con Signorelli. «Ho sempre avuto degli ottimi rapporti con i direttori sportivi e quindi sono sicuro che non vi saranno problemi». Ricci rimane al suo posto ed avrà la sua autonomia.
 Il terremoto. Scandalo delle intercettazioni. Renato Cipollini da lunghi anni nel calcio preferisce restare prudente. «In questi casi è opportuno osservare. Come funzionavano le cose era al corrente di tutti». La Gea era potente: «C’era stata una inchiesta da parte federale su questa organizzazione che si era conclusa con un nulla di fatto. Vedremo quali saranno le prossime puntate». Un terremoto vero e proprio che potrebbe condizionare il prossimo calcio-mercato. Per questo motivo la strategia è quella di procedere con i piedi di piombo e non c’è fretta nemmeno per i rinnovi dei vari contratti. Scontata la partenza di Vargas, per gli altri si tratterà di vedere quali saranno le singole richieste. Arrigoni gioca con la difesa a quattro e insieme a lui saranno valutare le caratteristiche dei singoli difensori.
 Due per ruolo. Una conferma: la rosa del Livorno sarà composta da ventidue giocatori con due per ruolo e l’innesto di quattro giovani. Uno di questi sarà Iorio della Cremonese, un altro Del Grosso del Giulianova. Altri sono nella nota dei papabili dopo le varie relazioni. Bisogna considerare che vi saranno sei ritorni (Danilevicius, Vigiani, Giallombardo, Cordova, Mazzoni, Ginestra) ma a parte i primi due gli altri dovranno tenere le valigie intatte. Ci sono poi le due comproprietà (Perna con il Modena e Lazetic con il Torino) da discutere e possibilmente risolvere per evitare di andare alle buste. Lazetic era stato preso dal Genoa a parametro zero e adesso vale un paio di milioni.
- Gianni Massone