PISA. Il 7 maggio 1972 moriva nel carcere di Don Bosco Franco Serantini. A causare il decesso del giovane pisano tre emorragie interne, presumibilmente - anche se linchiesta si chiuse con unarchiviazione - conseguenza delle percosse di alcuni agenti del reparto celere di Padova al momento del suo arresto avvenuto due giorni prima in lungarno Gambacorti. Erano gli anni caldi del Sessantotto e Pisa era uno dei centri della contestazione. Proprio per ricordare Franco Serantini e la sua morte, anche questanno il circolo Agorà ha organizzato una serata in programma domani nella sede di via Bovio.
«Purtroppo la morte di Serantini non fu un caso isolato - ha detto durante la presentazione delliniziativa lavvocato Ezio Menzione - dopo ci sono stati altre vittime fino a Carlo Giuliani nel 2001. Tutte morti senza un colpevole. Per questo vogliamo dedicare la giornata di sabato non a un semplice ricordo di Franco ma a una riflessione sulla nostra democrazia».
Menzione è anche uno dei legali impegnato nei processi di Genova per gli episodi nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto che vedono coinvolte le forze dellordine. «La morte di Serantini fu archiviata. I fatti di Genova stanno invece andando avanti alla ricerca dei responsabili di violenze e soprusi. Qualcosa si sta muovendo per accertare la verità. Stiamo anche lavorando per riaprire il caso Giuliani».
Tornando alla giornata di domani, si inizia alle 17 con la presentazione del libro A memoria. By Heart scritto da Giuseppe Corlito. Corlito è primario di psichiatria a Grosseto; il suo è il racconto degli anni del Sessantotto a Pisa. Alle 20 cena sociale (per prenotazioni rivolgersi allo 050 500442); alle 22.30 concerto di Alessio Lega, accompagnato al contrabbasso da Roberto Bartoli con la voce recitante di Alessandro Scarpellini. In città sono stati affissi manifesti per ricordare lanniversario.
D.B.