PRATO. E stato proprio un appuntamento al buio, quello tra lUnione ciechi e chi desiderava fare un po di beneficenza passando una serata diversa. Una cena davvero particolare quella di sabato 8 aprile, la prima volta a Prato e in Toscana. In una sala della parrocchia di S. Lucia, guidata da don Mauro, unottantina di persone per oltre due ore hanno mangiato completamente al buio, come avviene tutti i giorni per i loro occasionali camerieri, i volontari dellassociazione. Tra i presenti anche ospiti illustri: il sindaco Marco Romagnoli, il vescovo Gastone Simoni e il presidente della Provincia Massimo Logli. A fare gli onori di casa non poteva mancare Riccardo Santini, presidente provinciale dellUnione ciechi. La sala era completamente immersa nel buio; neppure un filo di luce filtrava, per non far abituare locchio, e tutti i presenti hanno avuto il loro bel daffare non solo per trovare posate e bicchieri, ma persino per capire cosa ci fosse in tavola, visto che ovviamente non cerano menù da consultare. Considerando le portate abbondanti e la buona causa i prezzi erano contenuti: 30 euro per due primi eccellenti (fusilli al pesto e risotto allo zafferanno e alle verdure), uno spiedino di carne e salsicce, dolce e caffè, il tutto preceduto da un antipasto toscano a base di crostini coi fegatini, salame e prosciutto. Al lavoro in cucina le donne della parrocchia. La serata è andata avanti in allegria, con qualche canto politico, visto il clima elettorale: da Bandiera rossa a Bella ciao fino allinno di Mameli. Le uniche luci che talvolta squarciavano il buio totale erano quelle della porta del bagno, che si apriva e di qualche cellulare, col quale furtivamente si tentava di illuminare qualcosa. La serata si è chiusa con i discorsi del presidente Logli e del sindaco, ai quali qualcuno dei presenti ha ricordato le troppe buche presenti in città.
M.T.