ARCHIVIO il Tirreno dal 1997

La Versilia resta con il Cavaliere

 VIAREGGIO. Queste elezioni nazionali erano contaminate da almeno tre questioni locali. 1) Una verifica sugli equilibri sempre delicati della sinistra viareggina. 2) Il grande interesse per capire quale impatto avrebbe avuto, sulle urne, l’inchiesta giudiziaria che ha mandato fuori asse il Comune di Pietrasanta. 3) Le politiche come gigantesco “trailer” del voto di maggio alla Provincia e a Seravezza. Le risposte, alla fine, sono interlocutorie. A Viareggio il centrosinistra vince ma cala; deve fare i conti con l’avanzata marziale di Forza Italia e col costante progresso di Rifondazione. A Pietrasanta la Cdl si vede erodere 10 punti percentuali rispetto all’autoritaria performance alle comunali 2005 di Massimo Mallegni, sindaco oggi agli arresti domiciliari. Provincia e Seravezza restano territori di incertezze.
 I Comuni guidati dal centrodestra confermano questo orientamento: l’Unione non mette la freccia. A Viareggio Rifondazione balza in avanti, trainata dalla candidatura forte di Milziade Caprili e - forse - anche dalla capacità di far transitare da questa zona il percorso della campagna elettorale del leader del partito. Fausto Bertinotti è l’unico “numero uno nazionale” apparso in Versilia nella lunga vigilia delle politiche. D’Alema, Rutelli, Fini e Casini si sono visti solo in caricatura, sui mascheroni del Carnevale; Fassino almeno è salito in tribuna, sempre al Carnevale; ma dai giorni dei carri e dei coriandoli non si è più visto. Bertinotti no, lui a Viareggio ci è venuto sul serio, a pochi fogli di calendario dalla data fatidica. E alla fine, forse, qualche ruolo l’hanno recitato anche le mani che ha stretto e le parole che ha detto quel giorno.
 Due viareggini approdano a Palazzo Madama e anche questo è un risultato. Milziade Caprili ha una chance seria di diventare il capogruppo di Rc al Senato della Repubblica; Massimo Baldini rientra nell’orbita di un possibile nuovo esecutivo Berlusconi. Radio politica sussurra che anche per Marco Montemagni, nell’eventualità di un mandato Prodi, possa aprirsi qualche breccia per un posto da sottosegretario.
 Per ragioni di scelte e di coalizione, per alcuni singoli partiti il confronto con le ultime politiche è un po’ acrobatico, perché spesso si è costretti a mettere in paragone gli attuali i dati del Senato con quelli del 2001 alla Camera. Pur con questa premessa, i Ds perdono punti percentuali a Viareggio (18,3 contro 19,9) e a Pietrasanta (17,4 contro 20,3). Perdono anche a Camaiore (15,6 contro 16,4), dove pure schieravano la candidatura eccellente di Cristiano Ceragioli, segretario versiliese della Quercia ed ex sindaco camaiorese per due legislature. L’operazione della candidatura di Ceragioli, passata attraverso un percorso laborioso e non indolore, non pare particolarmente premiata dall’elettorato.
 È interessante mettere vicini i numeri della Versilia con quelli dell’intera provincia. La specificità della costa emerge prepotentemente, esaltando alcuni partiti e penalizzandone altri: Forza Italia e Rifondazione fanno la voce grossa, la Margherita mostra debolezze estreme (7,4 in Versilia, 11,4 in provincia).
 Il resto? Marco Montemagni spinge il Pdci a un risultato di peso, la Rosa nel Pugno radical-socialista mantiene una nicchia dignitosa, i Verdi non prendono il volo. A destra Alleanza nazionale cresce in tutte le località mentre l’Udc ha uno scatto clamoroso a Viareggio (5,8 contro 1,6 delle politiche di cinque anni fa) e fa passi avanti dappertutto, in relazione sia alle ultime politiche, sia alle regionali del 2004.