11 aprile 2006 —
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Pontedera
Alberto Pupilli è uno strano vincitore di queste strane elezioni. Piaccia o meno, è lui che a Santa Maria a Monte rappresenta Forza Italia. E gli azzurri, sulla fiorita collina tosca come Giosuè Carducci definì il paese fatto a chiocciola, sono sempre il primo partito. Lo erano nel 2001, lo sono (24,92% al Senato) nel 2006, anche se la forbice che li separa dal secondo - i Democratici di sinistra guidati da Sabrina Malacarne - si è ridotta.
«Ho fatto lexploit, ho fatto lexploit», ripete Pupilli, contento come un bambino. E ne ha tutte le ragioni. Pupilli è entrato in Forza Italia dopo una clamorosa (quanto dolorosa) rottura con Alleanza nazionale. E pensare che una volta dicevi Pupilli e pensavi al Msi. In tempi più recenti dicevi Pupilli e pensavi ad An e allamicizia di lui con il ministro Matteoli. Poi allimprovviso la rottura, con Pupilli che - nessuno lavrebbe mai immaginato - si sposta sotto le bandiere del Cavaliere. Ora è il suo giorno di gloria: «Ho fatto la mia battaglia, nel centrodestra avevo tutti contro. Dicevano che lavoravo sotto banco con la sinistra, che non ero allaltezza. Invece i numeri, adesso, mi danno ragione. Scrivetelo pure sui giornali: se Forza Italia è rimasto il primo partito a Santa Maria a Monte, il merito è di Alberto Pupilli».
Nel comprensorio del Cuoio cè unaltra roccaforte azzurra: Castelfranco di Sotto. «Ed è tale anche se non siamo più il primo partito come nel 2001», afferma Pino Calò, consigliere comunale e provinciale di Forza Italia. «Paghiamo il trend nazionale. Inoltre cè stato un aumento dellUdc: è probabile che ci abbia rosicchiato qualcosa. Comunque, a livello comunale la partita la giochiamo tutta».
Quanto ad Alleanza nazionale, i commenti di due dirigenti - Matteo Arcenni e Matteo Bagnoli - sono positivi: «Il voto vede avanzare An in tutta la Valdera tornando sulle posizioni del 2001 e, in alcuni casi come a Capannoli e Casciana Terme, superando le eccellenti prestazioni ottenute nel 1996. A Casciana An viaggia oltre il 20% e a Capannoli, per la prima volta nella storia, la percentuale è superiore alla media nazionale attestandosi vicino al 13%. Naturalmente è inutile negare che il centrodestra è ancora minoranza nelle nostre zone, ma siamo sicuri che attraverso una classe dirigente più giovane e un costante impegno potremo nel prossimo futuro essere protagonisti. Per questo, già da domani, sarà nostra cura metterci allopera con gli amici della Casa della libertà per lavorare in vista delle amministrative del 2009, perché solo con un costante e programmato lavoro potremo diventare una reale alternativa alla sinistra».
Luca Daddi