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I commercianti fanno causa al Comune

 MONTECATINI. I commercianti del mercato coperto pronti a ricorrere alle vie legali contro l’aumento del canone di locazione imposto dall’amministrazione comunale. Mancano solo alcuni dettagli, ma il dado sembra ormai tratto: la maggioranza è per conferire a un avvocato l’incarico di occuparsi della questione.
 Caro affitto. Il canone di affitto per i negozi del mercato è passato, dal 1º marzo, da 2500 euro l’anno a 820 euro al mese per un fondo di 50 mq (a cui si devono aggiungere 29 euro al mese per l’uso del bagno). In sostanza, oltre 14 euro al mq: «Valutazioni catastali equiparate a quelle di corso Roma», dice sconsolato un commerciante.
 Le tre stangate. I commercianti ci fanno notare come negli ultimi mesi siano state tre le “sberle” ricevute: lo spostamento del mercato settimanale, i parcheggi a pagamento e ora l’aumento del canone di affitto. «In queste condizioni - spiega Paolo Lencioni, presidente del Comitato dei commercianti del mercato coperto e membro della giunta Ascom - la cifra richiesta dal Comune è insostenibile. Non c’è promozione, manca la clientela e il mercato deve ancora essere completato».
 Niente ristrutturazione. Servono infatti ancora 600mila euro per terminare i lavori al mercato coperto. Finora gli interventi effettuati hanno riguardato la messa a norma delle strutture, come la realizzazione di bagni pubblici, di bagni nel seminterrato per le maestranze, qualche intonaco e parte del tetto. Ma da un punto di vista di impatto visivo, di attrazione per la clientela, non si nota niente di nuovo. Con l’ultima tranche di lavori si andrebbe invece a modificare la pavimentazione, il loggiato, l’illuminazione e la tinteggiatura. Ma gli interventi, inizialmente programmati per il 2006, sono ormai saltati e rimandati a data da destinarsi.
 Soluzioni. I commercianti non si limitano però solo a criticare e avanzano proposte concrete. «Il Regolamento del patrimonio immobiliare - dice Lencioni - prevede che in particolari aree bisognose di tutela e rilancio l’amministrazione possa riconoscere una decurtazione del 50% del canone. Ma il Comune non è disposto a seguire neanche questa via. Gli affitti, secondo quanto ci hanno detto in un incontro, servono per coprire la metà delle spese. Ma intanto ci tolgono anche i due addetti alle pulizie e queste saranno un ulteriore».
 Vie legali. I commercianti rilevano come a suo tempo il Comune abbia fornito loro fondi commerciali non agibili, privi di allacciamenti idrici e senza elettricità, che hanno dovuto installarsi da soli. Ciononostante in molti hanno creduto nell’attività e investito tanti soldi. «E solo ora ci vengono a dire degli aumenti: è un comportamento scorretto», ci dice uno di loro. «In definitiva - spiega Lencioni - la situazione è incompatibile con le attuali entrate dei commercianti. O chiudiamo o ci difendiamo: il Comune non ci ha lasciato alternative. Per questo stiamo per decidere di impugnare legalmente la determina dirigenziale che impone gli aumenti, da noi ritenuti inadeguati».
David Meccoli

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