il Tirreno — 05 aprile 2006
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sezione: EMPOLI
PORTOFERRAIO. Potrebbe limitarsi a unudienza di smistamento che ne fisserà il calendario, ma questa mattina a Livorno, a 22 mesi dagli arresti che lasciarono attonita lisola dElba, inizia il processo ai 10 imputati nellinchiesta su urbanistica e affari. Nello scomodo ruolo di accusati, i principali protagonisti sono coloro che finirono in carcere: gli architetti Nicola Ageno e lempolese Sandra Maltinti; lex assessore Alberto Fratti; gli imprenditori Tiziano Nocentini e il cognato Marco Regano. Per gli imputati che finirono in carcere i reati contestati vanno dalla promozione o dalla partecipazione ad associazione per delinquere finalizzata o meno al voto di scambio, dal peculato alla corruzione, dalla tentata violenza privata (Maltinti) alla concussione. Secondo laccusa, si era costituito il «sodalizio criminoso» con lo scopo di «piegare gli interessi pubblici a quelli al soldo dellassociazione», una «lobby illegale» che si sarebbe insediata nel Comune di Portoferraio riuscendo a determinare le scelte pubbliche «calibrandole» sugli interessi imprenditoriali di Nocentini, che nellordinanza veniva definito «il vero sindaco ombra», capace di inserire nella giunta Ageno un «dipendente» in «sua mano», Alberto Fratti. In questa ricostruzione, allarchitetto Maltinti veniva attribuito il ruolo di braccio esecutivo del sodalizio. Intanto ieri si è svolto un altro capitolo che riguarda larchitetto empolese. Con le testimonianze del sindaco, Roberto Peria, e di Benedetto Lupi, allepoca dei fatti entrambi consiglieri comunali di Portoferraio, è iniziato ieri allisola dElba il processo civile intentato dallempolese Sandra Maltinti contro Giovanni Fratini. La controversia fra la dirigente dellUfficio urbanistica del Comune di Portoferraio e Fratini, che era capogruppo della minoranza, risale al 2003. Maltinti si sentì diffamata da dichiarazioni rilasciate dallesponente della minoranza durante una seduta del consiglio comunale sul regolamento urbanistico. Una controversia sorta intorno allapprovazione dello strumento, con Fratini che ne contestò liter di approvazione senza il riesame in aula delle osservazioni, per le quali vennero ritenute valide le decisioni assunte in proposito dalla commissione consiliare urbanistica. Secondo la professionista, che si era sentita oggetto delle illazioni del capogruppo dellopposizione, non ci sarebbe stato neppure il tempo per un contraddittorio perché Fratini insieme ai altri consiglieri di minoranza avevano poi lasciato laula consiliare. Sentitosi diffamata, Sandra Maltinti, che ha lavorato oltre che al Comune di Portoferraio anche a quello di Porto Azzurro, intentò una causa civile chiedendo un risarcimento di danni per 50mila euro. Ieri al tribunale non cerano né Maltinti né Fratini. Il giudice ha sentito i testimoni e ha rinviato ludienza.