Il porto prende il treno per l'Europa

MARINA DI CARRARA. Tra chi rema contro e chi a favore, il porto va avanti. E' in funzione, dopo anni di tribolazioni, il raccordo ferroviario con la stazione di Massa zona industriale, attraverso la socierà Apuo Veneta (50% della Porto di Carrara spa e 50% fra Spintermar di Marina e la veneta Rail One veneta). Ma non basta, i binari sembrano un destino voluto dai vertici aziendali: la Porto spa conta di acquisire a giugno un terminal a Porto Marghera, "tornando" in quell'area per realizzare una triangolazione delle merci (su mare-ferrovia-gomma) fra Brennero, Adriatico e Tirreno.
«Un'operazione a vantaggio ovviamente anche del porto di Marina - dice Filippo Nardi amministratore delegato della Porto spa e presidente della Apuo Veneta - perché resta un centro logistico per l'Europa, il core-business. A Marina possiamo attivare grossi flussi di merci, il progetto ferroviario è fondamentale, con questo collegamento su rotaia ci facciamo le ossa, investendo e ampliando le nostre conoscenze per gestire un domani il trasporto ferroviario in linea. Quindi il porto va adeguato. Purtroppo, se ci vogliono anni per sbloccare un piazzale....». La Polemica riguarda il piazzala Città di Massa, e poi Nardi non le manda a dire alle istituzioni: «Ci auguriamo che lo scalo di Marina venga trattato meglio».
Il raccordo oggi è una realtà: la Rete Ferroviaria Italiana ha consegnato all'autorità portuale il binario fs "di Dorsale" sul quale opera con proprio personale abilitato la società Ferroviaria Apuo Veneta srl di Carrara.
Una potente e nuovissima locomotiva Firema, con il logo dell'Autorità portuale, effettua il servizio di presa, consegna e distribuzione dei vagoni al porto ed alle industrie collegate con proprio raccordo al binario di Dorsale. Soddisfatto il presidente dell'Authority portuale, Luigi Guccinelli, dopo oltre un anno di trattative con Rfi e Trenitalia. «Lo scopo - dice l'amministratore delegato della Apuo Veneta, Gianni Demartis - è di concretizzare un servizio a tappeto per un più ampio utilizzo del treno come vettore, in modo da richiamare ulteriori traffici al bacino produttivo e portuale. Si è giunti al servizio appena inaugurato grazie alle attenzioni degli uffici locali e di Firenze di Rete ferroviaria italiana, diretti dall'ingegner Alessandro Andrei e decisiva è stata anche l'apertura di Trenitalia regionale e nazionale, ad ogni suo livello, cosa che ci ha consentito di procedere all'istruzione del nostro personale e di programmare tutti i compiti che derivano da un servizio che ha le caratteristiche di servizio pubblico».
Filippo Nardi, quale presidente di Apuo Veneta, auspica che la Società possa procedere con passo spedito verso uno sviluppo sostanziale delle attività portuali e che l'attuale infrastrutturazione dei binari possa essere adeguata alle necessità che si profilano: «Abbiamo investito in tal senso in modo che uno degli strumenti più importanti messi a nostra disposizione, ossia la ferrovia, possa facilitare le nostre relazioni verso le altre regioni e il Veneto in particolare. Da qualche giorno - aggiunge Nardi - il servizio è a disposizione anche degli operatori che non sono muniti di proprio binario di raccordo, potendo gli stessi utilizzare gli impianti intermodali e i magazzini del retroporto e dando così sviluppo a quanto, sia a livello europeo che nazionale e regionale, si auspica di incrementare, ossia il trasporto combinato strada-rotaia».
Come area retroportuale i viaggi su ferrovia attualmente sono 5 settimanali (andata e ritorno) più due di Dalmine. Fra le importanti aziende locali "raccordate", ci sono Omya, Imerys, Carbogas, Spintermar, Red Greniti.
Cinzia Carpita