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L’Asl: «Maternità punto debole dell’ospedale»

 VOLTERRA. «Non è vero che ci sono decisioni prese o date fissate per la chiusura del punto nascita di Volterra. È vero invece che è in corso una verifica interna, che coinvolge anche i professionisti interessati e non ancora conclusa, sui risultati del progetto della rete materno infantile avviato nel novembre 2004, per valutarne i punti di forza e di debolezza, le ricadute in termini assistenziali, la qualità e la sicurezza del servizio erogato la sua sostenibilità futura». È la risposta del direttore generale dell’Asl 5, Maria De Lauretis, alle voci e alle preoccupazioni di sindacati e lavoratori che danno per imminente un ridimensionamento del reparto. E proprio a Cgil, Cisl e Uil rivolge un invito per iniziare una discussione costruttiva il 27 gennaio.
 Il riesame si inserisce nella più generale verifica del possesso da parte del presidio ospedaliero di Volterra dei requisiti per l’accreditamento, peraltro già avviato dalla competente commissione di controllo regionale per alcuni reparti e che dovrà concludersi entro la vigenza del piano sanitario regionale 2005/2007, appuntamento cui l’ospedale di Volterra dovrà giungere preparato. «Stiamo lavorando per il potenziamento del pronto soccorso - continua De Lauretis - da cui dovranno essere esclusi gli specialisti part time per attivare una specifica sezione di medicina d’urgenza e pronto soccorso con personale dedicato e appositamente preparato, con l’implementazione di un collegamento di tele medicina con la struttura di medicina e chirurgia d’urgenza del Santa Chiara di Pisa, per consentire delle consulenze online di terzo livello. È in fase di definizione anche il progetto per l’elisuperficie presso l’ospedale».
 Altro percorso da accreditare con urgenza è quello del paziente oncologico in collegamento con le strutture oncologiche dell’ospedale di Pontedera e di Pisa, per garantire il diritto di questi malati a trattamenti e terapie mediche, chirurgiche e di supporto in maniera omogenea a quella del resto del territorio provinciale. «I lavori per l’istallazione della risonanza magnetica - aggiunge il direttore generale - sono in corso da parte della stessa ditta aggiudicataria della fornitura delle nuove apparecchiature. Questo solo per citare i punti più significativi e solo l’ospedale perché nel frattempo molti progetti sono in cantiere per il territorio (unità di cure primarie, consultori pediatrici) e per il polo riabilitativo (riabilitazione respiratoria, riabilitazione post trapianto epatico)». In questo quadro di sviluppo in qualità e sicurezza del sistema dell’offerta di servizi sanitari il punto nascita «è sicuramente un anello debole, con un reparto di pediatria vuoto per molti giorni l’anno, un reparto di ostetricia con un numero di parti lontanissimo da quello indicato dalla giunta regionale come ottimale per garantire una professionalità adeguata agli addetti, e un numero di cesarei elevato».
 E conclude: «Per questo verificare costantemente, come stiamo facendo, la bontà delle scelte compiute è non solo opportuno ma doveroso. I sindacati comunque sono stati invitato il 27 gennaio per iniziare un confronto su questi argomenti. Un accenno ai costi complessivi ed alla sostenibilità del sistema è comunque doveroso. L’Asl 5 ha sempre destinato risorse significative all’Alta Valdicecina e anche il preconsuntivo 2005 indica che a fronte di una spesa procapite media di circa 1420 euro per tutte le altre zone, per la Valdicecina siamo a 2170 euro, con una spesa in più di circa 750 euro per abitante che rimane comunque sempre significativa e quasi del 50% superiore a quella delle altre zone».