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Va individuata una nuova sede che ospiti la biblioteca Serantini

 PISA. Alcuni interventi recenti sulla stampa locale hanno denunciato le difficoltà in cui versa oggi la Biblioteca Franco Serantini. Sul caso intervengono Gian Mario Cazzaniga, professore ordinario di Filosofia morale al dipartimento di Filosofia dell’Università di Pisa, e Adriano Prosperi, professore ordinario di Storia dell’Età della riforma e della controriforma alla Scuola Normale Superiore.
 «Prender posizione sulle questioni tecniche e amministrative, a partire dalla chiusura prossima dell’attuale sede per lavori di messa a norma, dovuti alla legislazione antisismica - scrivono Cazzaniga e Prosperi -, non è compito nostro di studiosi, né ne avremmo le competenze. Ma proprio le difficoltà insorte ci stimolano ad intervenire. La Biblioteca Franco Serantini rappresenta oggi uno dei patrimoni librari e archivistici più importanti sul territorio nazionale per la documentazione della storia dei movimenti libertari negli ultimi due secoli, patrimonio cui si unisce una attività di ricerca e di stampa di tutto rispetto che ne fanno, già oggi, un punto di riferimento nella rete internazionale degli studi storici contemporanei. A questo polo, gestito dal lavoro volontario di un gruppo di studiosi militanti, si affianca idealmente la Domus Mazziniana, che costituisce uno dei patrimoni librari e archivistici più importanti sul territorio nazionale per la documentazione della storia del movimento repubblicano ottocentesco.
 Proprio un diverso e pieno utilizzo di questi due patrimoni librari e archivistici, pur nella diversità di natura istituzionale e di identità culturale, potrebbe fare di Pisa uno dei poli europei più importanti per lo studio dei filoni repubblicani e libertari del XIXº e del XXº secolo. La premessa per questo progetto, certo di realizzazione non facile e di tempi non brevi, è l’individuazione di una nuova sede per la biblioteca Serantini, adatta alle sue dimensioni attuali e capace di rispondere alle prospettive di ulteriore sviluppo, ed è il ripristino di una direzione istituzionale ordinaria per la Domus Mazziniana, che ne garantisca il funzionamento e l’attività. Proponiamo che tutti coloro che si riconoscono in questi obiettivi collaborino fra loro, così come chiediamo al Comune di Pisa, alla Provincia di Pisa, alla Regione Toscana e all’Università di Pisa di mostrarsi a loro volta sensibili a questi obiettivi di tutela».