10 gennaio 2006 —
pagina 07
sezione: Attualità
FIRENZE. «A Consorte ho sempre detto: Se avessi unazienda come Unipol ti prenderei come manager ma il padrone vorrei restare io e ti ci terrei fino a quando fai quello che dico io». Parole schiette quelle di Turiddo Campaini, 65 anni, nato a Montelupo ma residente a Empoli con moglie e suoceri, da 33 anni presidente di Unicoop Firenze e da ieri presidente anche di Finsoe, la finanziaria che controlla Unipol.
Per la prima volta dallo scoppio della vicenda Consorte e dintorni («se non fosse scoppiata bisognava inventarla perchè ha obbligato tutti a discutere di problemi presenti nel mondo cooperativo», ha spiegato), il presidente di Unicoop Firenze (oltre un milione di soci, 7.300 dipendenti e 1,96 miliardi di euro di fatturato) ha deciso, lui notoriamente schivo verso i giornalisti, di tenere unaffollata conferenza stampa. Due ore di domande e risposte in cui Campaini ha affrontato tutti i temi posti. Dalle intercettazioni telefoniche tra Fassino e Consorte («In questa vicenda qualcosa mi pare se la poteva risparmiare») al male oscuro del mondo cooperativo («il corpo è sano ma siamo stati attaccati da un virus pericoloso: lomologazione»).
Cominciamo da Consorte: perché ha detto no allOpa su Bnl? «Dove non ci trovavamo daccordo era nella governance di Unipol. Bisogna distinguere tra proprietà, in mano alle cooperative, e gestione, che spetta ai manager. Non siamo mai stati disposti a delegare a nessuno su questo terreno: la cooperativa è qualcosa di collegiale dove, alla fine, si deve verificare ciò che è stato fatto».
In concreto? «Lerrore fondamentale non è lOpa ma il fatto che il movimento cooperativo si è trovato al rimorchio di Unipol. Ho accettato la presidente di Finsoe per dare il mio contributo a rimettere il carro sulla pista della giusta etica e del corretto rapporto tra proprietà e management».
Quando ha letto le intercettazioni telefoniche tra Consorte e Fassino, da vecchio militante di sinistra, cosa ha pensato? «Per me Piero Fassino è una persona per bene che merita rispetto e gode di tutta la mia stima. In questa vicenda, si poteva risparmiare qualcosa, come lui stesso mi pare abbia detto. Credo, però, che a uno come Fassino non capiterà più una cosa del genere e per me questo è importante».
Lei ha detto che le cooperative sono state attaccate dal virus dellomologazione. Che fare per debellarlo? «Intanto è stata attuata una terapia durto fortissima con i cambi al vertice di Finsoe, Holmo e Unipol. Dopodiché occorre cercare un vaccino».
Come se lo immagina questo vaccino? «Occorre riportare al centro la persona, non il mercato. In questo sta la peculiarità del mondo cooperativo. Poi occorre affrontare i problemi della governance, delleccessiva concentrazione di poteri e dellorganizzazione sociale e politica delle cooperazione».
Le dà fastidio quando sente parlare di finanza rossa? «Il mio auspicio è che si smetta di parlare di finanza rossa. Vorrei che si parlasse di finanza popolare, cioè una finanza che sia al servizio della gente senza una caratterizzazione precisa. Così come spero di veder cessare lattribuzione della coloritura politica al movimento cooperativo. Il mio sogno è anche quello di una riunificazione dei vari movimenti cooperativi in un unico movimento».
Il presidente di Confindustria e Fiat Luca Cordero di Montezemolo ha detto che le cooperative «devono fare il mestiere per cui sono costituite». Cosa risponde? «Vorrei che uomini come Montezemolo avessero il tempo per venire nella più grande cooperativa di consumo presente nel nostro Paese, e verificare i dati imprenditoriali, la connotazione dal punto di vista sociale, le politiche a tutela del consumatore, gli elementi di solidarietà concreta che si realizzano, per farsi unidea e valutare se il movimento cooperativo ha legittimità a svolgere un certo tipo di ruolo».
Con il suo avvento alla presidenza di Finsoe cosa ne sarà dellopa Unipol su Bnl? «Aspettiamo la valutazione di Bankitalia per decidere eventuali sviluppi. La palla è alle autorità che devono emettere il verdetto. Noi prenderemo atto delle decisioni che saranno assunte e ci attrezzeremo in ogni caso».
A quando il nuovo amministratore delegato di Unipol? «Dobbiamo fare presto, ma nellambito del presto, il troppo presto va a scapito del bene. Una soluzione di valore fra tre mesi è meglio di una soluzione di minor valore fra tre settimane».
Unicoop detiene 2,42% del Monte dei Paschi: aumenterete la vostra quota? «Vedremo: credo non sia da escludere nè da mettere sul piatto a priori».
Se Bankitalia boccerà lopa Unipol su Bnl crescerà il peso delle coop in Mps? «La possibilità è più concreta. Anzi io auspico una più forte presenza del mondo cooperativo nella Fondazione del Mps. Per noi la banca di Siena è strategica per radicamento sul territorio e condivisione di comuni valori».
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Mario Lancisi