E Carli già se lo coccola

EMPOLI.Non ama le luci della ribalta, ma l'operazione Eder lo ha catapultato in copertina. Il talento brasiliano, infatti, è stato agganciato proprio da lui, da Marcello Carli: è stato il responsabile del settore giovanile dell'Empoli ad aprire, in Brasile, la trattativa poi chiusa ad inizio settimana dal dg Vitale. «Abbiamo preso un ragazzo dalle grandi prospettive - sottolinea - ma ora non dobbiamo mettergli pressione addosso. Sarebbe sbagliato pensare che Eder faccia 5 gol in 2 partite di serie A. Servirà tempo, pazienza, lavoro: nel giro di un paio di anni speriamo che possa esplodere, che possa ripercorrere le orme di Tavano». Quello con l'ex stella del Criciuma, comunque, non è stato un colpo di fulmine. «Eder lo conoscevamo - svela Carli - lo avevamo già seguito, sapevamo che era stato in prova a Lecce, facendo bene, e che la Fiorentina lo voleva. Così, quando si è presentata l'opportunità di fare la trattativa, abbiamo cercato di chiuderla e di farlo in fretta. E ci siamo riusciti». L'opportunità è stata data dallo status di extracomunitario del ragazzo. «Gli altri club interessati non potevano tesserarlo subito - continua il dirigente - noi invece avevamo 2 posti liberi e ne abbiamo approfittato». Continua, dunque, la politica dei giovani. Che ora abbatte le barriere e guarda anche all'estero. Così si spiega l'arrivo di Eder, così si spiegano le presenze dell'attaccante nigeriano Jerome Urke, classe 1987, e del centrocampista uzbeko Anvar Berdov, classe 1989, che da lunedì scorso sono aggregati alla Primavera. «Cerchiamo i giovani bravi ovunque siano - conclude Carli - perché i giovani sono il passato, il presente e il futuro dell'Empoli. Cerchiamo di prendere quelli bravi, come pensiamo sia Eder, e di aiutarli a crescere nel nostro ambiente. Le risposte, però, come sempre le darà il campo».
d.b.