Un tigrotto nel motore azzurro

EMPOLI. La classifica, il gioco, il bilancio: l'Empoli aveva già tanti motivi per sorridere. Ora, però, aggiunge alla lista Citadin Martins Eder. L'arrivo del giovane attaccante brasiliano, annunciato, è stato ufficializzato mercoledì pomeriggio, dopo una giornata - quella precedente - trascorsa nella sede di piazza Matteotti a definire la trattativa.
Dettagli - più o meno grandi - da chiarire, angoli da smussare: alla fine, comunque, tutto è andato a posto. E dal 1º gennaio 2006 gli azzurri potranno fare affidamento anche sul loro piccolo tigrotto. Già, perché proprio la tigre è il simbolo del Criciuma e tigri vengono chiamati i suoi calciatori. Ma in questo caso si potrebbe utilizzare anche un soprannome più impegnativo: il piccolo Kakà.
Appena visto il giocatore, infatti, salta subito agli occhi la somiglianza col fuoriclasse del Milan: qualche centimetro in meno, qualche chilo in più, la pelle più scura; ma anche lo stesso taglio di capelli, la stessa innocenza nel sorriso, la stessa faccia da bravo ragazzo. Quello, per intendersi, da far sposare alla propria figlia.
Ad accompagnarlo ci sono il papà Eloi, il procuratore Emanuele Ricci - che fa pure da interprete - e Gustavo Gazola (vice presidente del Criciuma), ad accoglierlo il presidente Fabrizio Corsi, che svela alcuni particolari sull'operazione. «Come sapete - attacca - avevamo mandato in Brasile Marcello Carli per vedere alcuni giovani, ragazzi del 1989, del 1990 e del 1991. Poi è saltata fuori l'opportunità di arrivare a questo ragazzo, che ha già avuto modo di farsi notare in campionati importanti, e lo abbiamo preso. E' sbagliato, però, dire che abbiamo battuto sul tempo la Fiorentina, il Palermo o il Lecce. Il giocatore era seguito da altri club, è vero, ma a noi è stato offerto perché nessuna trattativa era ancora in fase avanzata e, in poco tempo, abbiamo trovato l'accordo con lui e con il suo club, il Criciuma. Voglio sottolineare, però, che l'operazione è nata per caso. Noi, insomma, siamo contenti dei nostri attaccanti e non abbiamo mai pensato di cambiarli o di rinforzare un reparto che funziona. Ci è capitato di fare un'operazione interessante, in prospettiva futura, e l'abbiamo fatta. Abbiamo speso molto, ma è la nostra filosofia quella di puntare sui giovani di talento. Eder ha firmato per 5 anni e dal primo gennaio del 2006 sarà tesserato».
La stessa versione arriva da Emanuele Ricci, rappresentante del giocatore è figlio del ds del Livorno (Nelso Ricci). «Eder - racconta - si è messo in mostra nelle ultime due stagioni con la maglia del Criciuma. Nell'ultima ha segnato 14 gol in 25 gare del torneo di B, ma la squadra è retrocessa e si è ritrovata ad avere bisogno immediato di soldi. Così ha messo sul mercato il suo uomo migliore. Il caso ha voluto che Carli fosse in Brasile, così abbiamo preso contatti e trovato rapidamente l'accordo».
Fortuna e tempestività, insomma, per un giocatore tutto da scoprire, ma le cui caratteristiche esotiche - e in parte anche il mistero che lo circonda - rappresentano un punto di partenza affascinante. Come è affascinante il nome, Eder. «Gliel'ho dato in onore del grande campione che giocava nel Brasile ai mondiali dell'82», rivela papà Eloi. E anche Citadin Martins è un attaccante esterno. «Velocità e tecnica sono le mie caratteristiche - dice lui nel suo bel portoghese - doti simili a quelle di Robinho, per farvi capire. Ma l'attaccante del Real Madrid non è il mio idolo. Da piccolo ero un fan di Romario e del Vasco da Gama, ora mi piace tanto Ronalinho. Kakà? Anche in Brasile molti mi dicono che gli somiglio».
Non resta che ripercorrere, almeno a grandi linee, le orme del milanista. «Arrivare in Italia è il massimo - continua Eder - tutti i giovani calciatori brasiliani lo sognano. Ora, però, voglio affermarmi in questo campionato fino ad arrivare, un giorno, ad indossare la maglia della nazionale del Brasile (per ora si è dovuto accontentare dell'Under 19, con cui ha disputato il torneo in Cile, e di due convocazioni con l'Under 20, ndr)».
Dell'Empoli squadra conosce poco («solo Almiron», ammette), ma ha già capito cose importanti. «L'Empoli punta molto sui giovani - dice - e credo che sia la realtà giusta per poter crescere. Intanto posso dire che l'impatto è stato ottimo: il presidente Corsi e il direttore Vitale mi hanno accolto benissimo».
Un bel regalo di compleanno, visto che martedì prossimo il giocatore compirà 19 anni. «E' vero - ammette - sarà un compleanno speciale. L'Empoli mi ha fatto un regalo importante e cercherò di sfruttare questa grande occasione. La saudade? L'obiettivo è affermarmi in Italia e l'occasione è troppo ghiotta per lasciare campo alla nostalgia».
E il presidente Corsi rincara la dose. «In una realtà di provincia come la nostra - dice - l'ambientamento del ragazzo sarà agevolato. E' uno dei motivi che ci ha spinti a fare questo investimento che può rappresentare una buona base per il nostro futuro».
Da. Biu.