CARRARA. Anche i metronotte scioperano. I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Ugl-sicurezza civile, Snag Confail hanno proclamato nella giornata di ieri lo stato di agitazione e lo sciopero delle guardie giurate in forza alla Polizia privata di Carrara. Motivo della protesta: lopposizione al licenziamento di un dipendente, atto giudicato dalle organizzazioni sindacali «del tutto ingiusto».
Le organizzazioni dei lavoratori parlano di arroganza dellazienda e definiscono il licenziamento della guardia giurata Corrado Barbieri «un atto di assoluta gravità» privo di alcuna motivazione. Di più: vedono nel provvedimento della Polizia privata un tentativo «maldestro» di intimidazione dei lavoratori «in una fase in cui si sta trattando il contratto integrativo provinciale del settore» (che in provincia occupa circa 80 metronotte).
I lavoratori della Polizia Privata (35 dipendenti) hanno aderito «massicciamente» allo sciopero, fanno sapere dalle segreterie sindacali.
Ma quali sono i motivi che hanno portato al licenziamento in tronco della guardia Barbieri? Lazienda - contratto di lavoro alla mano - sostiene che il suo (ex) dipendente ha compiuto gravi mancanze e che è venuto meno il rapporto di fiducia con il datore di lavoro.
I sindacati sostengono il contrario. «Gli addebiti contestati al lavoratore - dice Maura Antonioli della segreteria Filcams Cgil - riguardano comportamenti non certo tali da giustificare il licenziamento. Non solo: lazienda ha inviato tre lettere di contestazioni al dipendente nel giro di dieci giorni rifiutando, inizialmente, di accogliere le nostre controdeduzioni. Poi, ha mandato a casa la guardia. Ci opporremo davanti alla magistratura».
Sandro Barbieri, amministratore delegato di Polizia privata, però, reagisce. «Il lavoratore non ha rispettato i provvedimenti disciplinari che ogni guardia giurata è tenuta a osservare e per questo è stato licenziato. Nessuna intimidazione, il contratto integrativo non centra nulla. Quanto alla legittimità del provvedimento, sarà il giudice del lavoro a stabilirla».
Sullo sfondo, accusa ancora la Filcams Cgil, condizioni di lavoro precarie, con giubbotti anti proiettile obsoleti e insufficienti, equipaggiamento carente, auto di servizio piene di magagne».
C.F.