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Con il digitale terrestre bastano 5 euro


Da sport a spot. Anzi, a megacontenitore commercial-pubblicitario ad altissimo valore aggiunto veicolato attraverso un universo di media: dal satellite al digitale terrestre, dalle fibre ottiche alle connessioni Internet superveloci, finendo ai telefonini delle ultime generazioni e senza dimenticare le vecchie televisioni nel tradizionale formato analogico. Insomma, mai come stavolta il prodotto calcio, ripetendo il miracolo dei pani e dei pesci, viene moltiplicato e rivenduto, sviscerato e sfruttato fino all’osso.
 Il povero spettatore-tifoso si trova quindi davanti ad un “risiko” talmente sterminato da far girare letteralmente la testa, con il rischio concreto di comprare due volte la stessa cosa (non è difficile: basta ad esempio avere un abbonamento a Sky ed un altro alla tv di FastWeb) o di non vedere affatto la squadra del cuore, visto che nell’elenco dei contratti già stipulati, manca all’appello qualche formazione. In serata intanto, la Lazio ha firmato con Mediaset per due anni: la si vedrà su digitale terrestre e internet. Ecco comunque una guida all’uso, con l’avvertenza che il panorama è in continua evoluzione e potrebbe cambiare da un momento all’altro.
 Sky, la Rolls-Royce. A dire la verità Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, più che alla Rolls si è paragonato all’Alfa Romeo, definendo l’offerta di Mediaset e La7 come la Fiat Duna del pallone teletrasmesso. Comunque, sognando Beckham, Ronaldo e Totti nel Mondiale tedesco ad alta definizione (ma la tecnologia che permette una nitidezza di dieci volte superiore a quella attuale dovrebbe presto diventare una realtà per bar ed esercizi commerciali), la pay-tv di Rupert Murdoch offre per il momento 14 formazioni di serie A, a cui si dovrebbero aggiungere presto Lazio e Sampdoria, mentre ben poco si sa delle trattative con Lecce, Siena, Parma e Reggina.
 «Il tutto - spiegano al Tirreno dalla sede milanese dell’emittente - per 49 euro mensili in cui sono inclusi i pacchetti calcio, sport e ben 59 canali tematici. Mentre è ancora valida l’offerta per l’installazione gratuita della parabola». Da segnalare inoltre gli 8 euro che vengono richiesti per l’acquisto di una singola partita ed i 12 se si intende assistere all’intero weekend calcistico.
 Mediaset, la più semplice. E veniamo al primo dei “parenti poveri”, la cui semplicità d’uso potrebbe essere paragonata a quella del vecchio box analogico (è passato poco tempo, ma sembra quasi preistoria) inventato da Telepiù.
 Cuore di tutto, come ormai sanno anche i bambini, è il decoder per la tv digitale del costo di circa 100 euro se si usufruisce del contributo statale, anche se con politiche di vendita più aggressive come quelle di alcune Ipercoop c’è chi è riuscito ad ottenerlo addirittura a costo zero. Comunque, nove le formazioni sotto contratto: Milan, Juventus, Inter, Roma, Lazio, Sampdoria, Messina, Livorno e Siena. Tutte squadre le cui partite possono essere acquistate singolarmente a 5 euro o complessivamente a 99, a cui ne vanno aggiunti altri 30 come costo di attivazione.
 La7 e i rincalzi. Sì, le corazzate di Berlusconi hanno lasciato all’outsider La7 praticamente i rincalzi: Cagliari, Fiorentina, Palermo, Parma, Lecce, Chievo, Reggina, Ascoli e Empoli. Prezzi ovviamente identici per il decoder, mentre l’attivazione della carta costa 20 euro. Ticket da 5 euro per il singolo incontro, 104 per l’intero pacchetto.
 Il pallone sul pc. Il tifoso hi-tech può anche usare il proprio computer. Basta collegarsi a Rosso Alice (Gruppo Telecom Italia) per poter vedere gli incontri di Milan, Juventus, Inter, Roma, Sampdoria, Livorno, Cagliari, Chievo, Fiorentina e Lecce: 2,5 euro per ogni gara o 36 per seguire tutte le imprese della squadra del cuore.
- Stefano Bartoli