Addio a Silingardi, il portiere che volava

LIVORNO.Si è spento lunedì 8 dopo una lunga e sofferta degenza in ospedale nella sua Modena l'ultimo moschettiere di quel mitico gruppo del campionato 42-43 che solo a pochi minuti dal termine ci fece sognare lo scudetto rapinatoci in circostanze alquanto sospette.
Parliamo di Portus Silingardi, 90 anni, che con Athos Miniati Degano, un Aramis dal tocco elegante e Raccis un D'Artagnan cuneo nelle difese avversarie, aveva dato un forte contributo alla squadra rivelazione. Dopo Merlo, Giudici, Miniati, Roffi e Leo Picchi questo sembra essere un anno maledetto! Silingardi approdò a Livorno nella stagione 1938-39 proveniente da Cosenza. Nato nella città emiliana cui risiedeva, esordì il 12 marzo 1939 nella 7ª giornata di ritorno in Liguria-Livorno 2-2 (0-2) parando in quella occasione anche un rigore di Bodini al 1' st, una vittoria sfumata all'ultimo minuto per un gol di Gabardo; era subentrato ad Attilio Bulgheri. Fu quello un campionato sfortunato con retrocessione in B dopo il pari della Triestina con la Juve. Pari ottenuto in maniera a dir poco rocambolesca con la benevolenza arbitrale grazie ad un gol di Grezar in una mischia furibonda con colpi proibiti dei giocatori alabardati tutti catapultatisi nell'area. Le sue presenze furono 72; l'ultima in Livorno-Torino 0-3 il 9 giugno 1946. E' stato ottimo portiere: di lui vogliamo ricordare il giudizio espresso dall'allenatore Fiorentini dopo l'incontro all'Ardenza contro l'Ambrogiana del 7 marzo 43 vinto dagli amaranto per 4-2; giudizio emblematico che ne chiariva le qualità tecniche ed atletiche. «Trovandosi di fronte a frombolieri come quelli che ti caricano addosso palle assassine è un problema acciuffarle e tu sei stato esemplare, ma in una parata ho visto un volo d'angelo...». Triste addio ad un alteta, amico, che viveva lontano col Livorno nel cuore.
Mario Di Luca