Bozzi, tra calcio e intuizioni di lavoro

LIVORNO.Vasto cordoglio ha suscitato la morte di Ilvo Bozzi, perché l'ex calciatore amaranto del Dopoguerra non era conosciuto solo negli ambienti sportivi, ma anche in quelli del lavoro essendo stato un ex dipendente della Motofides e poi aver creato la Bozzi & Figli una officina affermata nel campo della meccanica e che dà lavoro a 32 dipendenti.
Ilvo Bozzi ci ha lasciato la scorsa settimana all'età di 78 anni. Ha lasciato la moglie Vittoria, sposata nel 1953 e tre figli: Maurizio, Patrizia e Stefano che gli avevano regalato sei nipoti. Bozzi era un tifoso accanito del Livorno, squadra nella quale aveva giocato nel '48, quando ancora militava in serie A, mettendo insieme quattro presenze e una rete, realizzata in trasferta a Bergamo, contro l'Atalanta.
Ilvo aveva avuto maestri importanti come Magnozzi e Carpitelli. E dopo il Livorno s'era fatto apprezzare nelle fila del Labrome e anche della Pro Livorno, altra storica società cittadina.
Dopo aver lasciato il calcio, Bozzi era riuscito a entrare alla Motofides, industria per la quale lavorò sino al 1961 anno in cui gli balenò l'idea di mettersi in proprio. E così fece. Creando la ditta meccanica della quale poi i suoi figli sono diventati i cardini. Una società florida che dà lavoro a 32 dipendenti e si è affermata nel campo delle lavorazioni meccaniche per molti settori, dalla difesa all'aeronautica, dal biomedicale alla ricerca applicata, sinanche al vetrario e al petrolifero e all'automazione. Insomma un'azienda che negli anni ha saputo aggiornarsi, stare al passo con i tempi e crearsi una specializzazione che ha valicato i confini cittadini con Maurizio, Stefano e Patrizia che hanno saputo raccogliere l'eredità del padre spingendosi anche oltre, verso un lavoro più specializzato. Il Livorno calcio è stato presente al funerale di Ilvo Bozzi, rappresentato da Carlo Vivaldi, addetto agli arbitri ma anche mente storica della società. «Nostro padre - diceva Maurizio Bozzi - ha seguito il Livorno sino all'ultimo». (s.l.)