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Gli stacanovisti del Comune


 PONTEDERA. Volendo citare una delle icone più conosciute del rock italiano per scoprire chi sono i buoni e i cattivi consiglieri del Comune di Pontedera, è sufficiente dare un’occhiata all’elenco delle presenze in aula in poco più di un anno di sedute e tirare le somme.
 Gli elettori, si sa, sono molto esigenti e il grado di partecipazione dei loro rappresentanti è un argomento che non passa inosservato.
 Da questo punto di vista, comunque, si può stare tranquilli. Se presenze e assenze, a scuola, condizionano la voce condotta in pagella, allora i rappresentanti dei cittadini di Pontedera, tra i banchi dell’aula consiliare, si dimostrano nel complesso virtuosi, superando l’esame con buoni voti. Con qualche bocciato, però.
 Su una classe di venti amministratori infatti (escluso il sindaco), 9 sfiorano il massimo delle presenze totali, 3 le raggiungono e i restanti 7 superano di poco la metà; infine l’ultimo arriva solo al 40% delle presenze.
 A indossare la maglia nera quest’anno è il consigliere di Alleanza nazionale Simone Manfredini, che avendo totalizzato, in dodici mesi, solo otto presenze su un totale di venti sedute, si giustifica: «Purtroppo - ha spiegato ieri al nostro giornale - ho avuto problemi personali che mi hanno impedito di essere sempre presente».
 Subito dietro, a solo due lunghezze, rincorre il consigliere di Forza Italia e alleato di schieramento, Enrico Felloni, con all’attivo la metà esatta delle presenze (10).
 Alla domanda bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, però, il diretto interessato smentisce categoricamente e si dichiara anzi infastidito dalla nostra inchiesta: «Non credo all’esattezza dei dati che sono stati forniti dal Comune. Avrò fatto tre o quattro assenze, non di più. Verificherò personalmente».
 Ma non è solo prerogativa di singoli consiglieri essere poco partecipativi. In generale, infatti, tutta la compagine di centrodestra, rappresentata all’opposizione da sei elementi in tutto, vola basso attestandosi su punteggi di sufficienza, con una media di 13 presenze.
 «Negli anni precedenti - spiega Manfredini di An - lo schieramento era più compatto. Attualmente, invece, c’è meno unità e ciò non aiuta».
 Primi della classe e vincitori, invece, della maglia rosa o gialla (secondo le preferenze ciclistiche) sono Franco Luperini (Margherita), Alberto Tardini (Ds) e Piero Becattini (Ds). Quest’ultimo afferma: «Ho preso un impegno e intendo rispettarlo. Certo, come pensionato, mi riesce meglio».
 Tardini invece, da giovane avvocato, sottolinea: «È faticoso riuscire a conciliare le due attività, l’incarico poi dà molte responsabilità. Cerco di fare del mio meglio».
 Nessuno di loro ha mai disertato l’aula consiliare, facendo l’en plein delle sedute.
 Luperini, in particolare, 78 anni e al ventunesimo anno da consigliere, è un autentico stacanovista: «Non ho mai fatto un’assenza. Sono stato presente anche con la broncopolmonite. Due settimane fa ho subito un’operazione e dopo qualche giorno, ancora convalescente, ho preso parte alla riunione del 20 luglio». Quando si dice esser presenzialisti.
 È lo schieramento della maggioranza di centrosinistra dell’amministrazione (con in testa Ds e Margherita) a risultare il più assiduo in un anno di attività politica, con una media che sfiora le 18 presenze. Ultima ruota del carro, si fa per dire, è Ledo Gori (Ds) con 13 presenze all’attivo, seguito dal consigliere di Rifondazione comunista Alessio Leoncini, con 16.
 La Margherita nuota comunque in acque tranquille non andando al di sotto delle 17 presenze con Maria Grazia Mancini, che tra le esponenti del gentil sesso - tre in tutto il consiglio - viene superata, di poco, dalle colleghe diessine Claudia Toti (19) e Belinda Caglieri (18).
- Lorenzo Stracquadanio