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Presi con 200.000 euro di cocaina


 PISTOIA. Intercettazioni, appostamenti, pedinamenti: le indagini sono andate avanti per mesi. E sabato scorso, gli uomini della squadra mobile hanno stretto la rete. Nel sacco, quello che viene considerato forse il principale grossista di cocaina della provincia e il suo braccio destro. Ernesto Leveque e Guido Silvano avevano appena acquistato dalla camorra mezzo chilo di droga. Valore, 200.000 euro.
 «Un altro duro colpo al mercato della droga qui a Pistoia - spiega il dirigente della squadra mobile, il vicequestore Paolo Guiso - Si tratta di due personaggi con un ruolo primario nel monopolio dello spaccio di cocaina in provincia. Al di sopra di loro non c’era nessuno. Erano loro a rifornire gli spacciatori che a loro volta vendevano agli spacciatori più piccoli».
 Ernesto Leveque, 52 anni, di Torre Annunziata e domiciliato a Monsummano, è ritenuto il capo dell’organizzazione. Pregiudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso, armi, droga ed estorsioni, faceva parte dell’omonimo clan camorristico della nuova famiglia di Torre Annunziata capeggiato a suo tempo dal padre Silvano e poi andato in declino.
 Guido Silvano, 47 anni, nato a Messina e domiciliato a Monsummano, è invece pregiudicato per traffico di ingenti quantitativi di stupefacenti.
 Sabato scorso, con l’auto di Leveque, i due erano andati a Napoli per acquistare un’ingente partita di cocaina dalla camorra. Da tempo a conoscenza di ogni loro movimento, gli investigatori della squadra mobile, diretti nelle indagini dal sostituto procuratore Ornella Galeotti, li hanno seguiti. Per non correre il rischio di essere sorpreso con la droga, Leveque ha affidato al suo braccio destro il compito di portarla a Monsummano. Mentre lui tornava indietro in auto, Silvano è salito con la cocaina su un treno per Firenze. E’ stato alla stazione di Santa Maria Novella che la mobile lo ha bloccato. Non appena ha visto i poliziotti, Silvano ha alzato le mani e ha tirato fuori la droga: un pacchetto dagli slip, uno dalla tasca dei pantaloni e uno dal giubbotto. In tutto, mezzo chilo di cocaina pura che, una volta tagliata sarebbe servita per confezionare 2.000 dosi, pari a 200.000 euro.
 In contemporanea, è scattato l’arresto di Leveque, bloccato alla stazione di Monsummano mentre stava aspettando l’arrivo del complice. «Vi state sbagliando, non c’entro nulla» ha detto ai poliziotti. Dopo la convalida del fermo, per entrambi è scattata la custodia cautelare in carcere.
- Massimo Donati