La cavalcata trionfale inizia con una rimonta sull'Ascoli

Era una calda notte di settembre quando cominciò tutto. Era l'11 settembre, ad essere precisi. E il caso ha voluto che proprio nel giorno che in tutto il mondo è, per antonomasia, sinonimo di distruzione, l'Empoli abbia iniziato a costruire una cavalcata fantastica, che è andata al di là di ogni più rosea aspettativa. La ferita della retrocessione era sempre fresca, il mercato era stato sofferto e difficile: l'Empoli voleva solo riaprire un ciclo, per ottenere risultati a medio termine, quando al Castellani arrivò l'Ascoli.
Un avversario tosto, quadrato, per misurarsi subito con la nuova realtà. E l'Empoli fa subito capire che di pasta è fatto: vittoria in rimonta, 2-1, con Vannucchi e Tavano a bersaglio. Sette giorni dopo c'è anche il debutto in trasferta, al Bentegodi di Verona. Anche i gialloblù si arrendono alla legge della Somma band: decide Lodi, con una super fiondata dai 30 metri. Il primo mese di campionato, settembre, porta anche il primo pareggio interno, 1-1 con la Ternana (ancora Tavano, stavolta su rigore), e il primo autentico capolavoro: a Trieste gli azzurrini vincono 4-3, segnando il gol-partita addirittura in inferiorità numerica. La squadra, insomma, fa già capire di poter ambire a qualcosa di più di una tranquilla salvezza.
Anche perché ottobre, il secondo mese di campionato, va ancora meglio. L'Empoli mette sotto la Salernitana, nettamente, al Castellani (Gasparetto rompe il ghiaccio), poi sbanca Piacenza con due rigori di Tavano e un acuto di Vannucchi. Al Castellani arriva l'Albinoleffe: è uno scontro al vertice e gli azzurri lo vincono con un graffio del solito Tavano dando inizio al primo tentativo di fuga stagionale. Dura poco, però, perché la settimana successiva, il 16 ottobre, arriva il primo stop: 1-0 a Venezia, da una squadra decisamente abbordabile. E sette giorni dopo, contro il Crotone, un'espulsione di Pratali (al 10' del primo tempo) costringe Ficini e soci ad accontentarsi dello 0-0.
E' il primo momento delicato della stagione, ma l'Empoli lo spazza via in 4 giorni: dal 26 al 30 ottobre c'è prima la trasferta di Perugia, poi il big match interno contro il Torino. Tavano e Moro stendono gli umbri a domicilio, ancora Tavano (doppietta) e Buscé annichiliscono i granata. A fine ottobre, insomma, spunta una certezza: l'Empoli c'è.
Il cammino del mese di novembre inizia con un altro passo falso ampiamente evitabile (1-0 a Pescara). Poi però l'andamento è regolare: l'ennesima doppietta di super Tavano abbatte il Modena, a Cesena finisce 3-3 dopo che gli azzurri erano stati sopra per 2-0 e sotto per 3-2 (impatta Zanetti nel finale), il Catanzaro viene rispedito battuto con un secco 2-0 (Tavano e Lodi nella ripresa).
La macchina gira e pieno regime, insomma, ma improvvisamente s'inceppa. La parte conclusiva del girone d'andata, infatti, rappresenta il vero momento negativo (sotto il profilo dei risultati) della stagione. Il 5 dicembre, infatti, l'Empoli perde 2-1 a Vicenza e viene scavalcato in testa dal Genoa. La settimana successiva non va oltre lo 0-0 interno con Catania e il 19, prima della pausa di Natale, si presenta a Marassi per sfidare la formazione di Cosmi. Perde 3-2 (con doppietta di Vannucchi) ma offre una prova maiuscola (sotto tutti i punti di vista) al cospetto dell'annunciata dominatrice del campionato. L'ambiente, insomma, capisce definitivamente di poter lottare per la promozione in serie A. La sosta per le festività porta in dote Saudati (ceduto Foggia), ma la ripresa delle ostilità è deprimente: il 6 gennaio il Treviso sbanca - con merito - il Castellani. Il derby di Arezzo finisce 1-1 (bussa Saudati) e il girone si chiude con un opaco 0-0 interno col Bari.
La freccia del morale indica verso il basso.