In spiaggia come mamma t'ha fatto


LIVORNO. I nudisti sanno di aver compiuto molti passi avanti. Non sono più gli "appestati" dell'età moderna, gli spudorati che insidiano la morale comune. Il loro diritto a prendere il sole senza il costume da bagno è ormai sancito. A patto, naturalmente, che questo avvenga nei luoghi in cui la loro presenza non è avvertita come un insulto a quel senso del pudore che non è mai facile definire "comune", un metro difficile, ma pur sempre un criterio per distinguere dove è possibile prendere la tintarella "come t'ha fatto mamma" e dove no.
Ieri si sono ritrovati sulla spiaggia del Nido dell'Aquila, a San Vincenzo, per la giornata mondiale dei naturisti.
Erano circa quattrocento, il doppio di quanti si radunano nei giorni di festa. Sono venuti da ogni parte della Toscana, festeggiando con qualche dolce, la pallavolo e il tiro alla fune. L'unico straccio consentito è stato la benda sugli occhi per la pentolaccia.
La vacanza naturista, in Italia, ha circa centomila fan e le spiagge più celebri sono quella di Capocotta, a Ostia, e il lido di Dante, vicino a Ravenna; la maggiorparte dei luoghi di ritrovo in Toscana sono soprattutto nella parte meridionale della nostra costa. Da Sassoscritto, che è alle porte di Livorno, a Marina di Bibbona, da San Vincenzo (il Nido dell'Aquila), all'isola d'Elba, fino a Marina di Alberese, nel parco regionale della Maremma, alla riserva naturale del lago di Burano, vicino Capalbio. Una mappa ormai tracciata da anni, luoghi di ritrovo lontani da sguardi indiscreti, che in passato hanno posto agli amministratori pubblici anche qualche problema.
Il primo a porsi l'obiettivo di un campo per i naturisti fu il sindaco di Grosseto Alessandro Antichi, neo consigliere regionale. Ma poi quel parco non è stato mai fatto e l'ex sindaco maremmano lo spiega in positivo: «L'idea nacque in un momento in cui la realtà della gente che andava nuda in spiaggia non era ben vista. Negli ultimi anni c'è stata una forte evoluzione culturale, il nudismo è sempre più accettato, certe sentenze della magistratura e dei giudici di pace hanno spianato la strada. E' per questo motivo che l'individuazione di un sito preciso potrebbe sembrare discriminante: perché in quel posto invece che in un altro? Perché chiudere i naturisti in un ghetto?»
Non è un sofisma e l'ingegner Massimo Guiggiani, senese, ordinario all'università di Pisa, presidente dell'associazione regionale dei naturisti ("Anita") gliene dà volentieri atto: «Sono d'accordo con Antichi, a patto non ci siano più multe e denunce. In effetti la repressione e la criminalizzazione di chi prende il sole nudo sta venendo meno. La magistratura ha sentenziato più volte che non è reato, i rilevamenti di opinione dicono che anche se solo una minoranza pratica il nudismo, c'è una larga maggioranza che non lo disapprova e anzi lo accetta di buon grado».
Naturalmente non mancano le voci diverse. C'è ancora chi si scandalizza e telefona ai carabinieri: «Con tutto il rispetto per l'Arma perché oltre tutto mio suocero è un ex maresciallo dei carabinieri - dice Guiggiani - e con altrettanto rispetto delle feste religiose, ci può essere qualcuno che si ritiene infastidito anche dalla festa del patrono del paese e telefona alle forze dell'ordine. Ma si deve sapere cosa è reato e cosa è lecito e in effetti l'atteggiamento dei carabinieri nei nostri confronti negli ultimi anni è migliorato».
Gli anni delle denunce sono alle spalle, la convivenza con i bagnanti in costume non costituisce un problema, non tanto perché i nudisti siano accettati, quanto perché hanno scelto zone appartate.
Il sindaco di Capoliveri, Paolo Ballerini, ha un punto di ritrovo dei naturisti nel proprio territorio, a Felciaio, nel Golfo Stella, ma ammette di non saperne proprio niente: «Deve essere un fenomeno talmente marginale e discreto che neppure sapevo che esistesse. La scorsa estate mai un reclamo, un intervento dei vigili. Niente».
Lo stesso dice il sindaco di Castagneto Fabio Tinti: «Si ritrovano al confine con Bibbona, alla Fossa Camilla. Non saprei quantificare le frequentazioni, ma posso assicurare che non si è mai creato nessun problema. Del resto la zona è lontana, appartata. Nessuno si può imbattere per caso in un gruppo di nudisti».
Presenze "invisibili", gente che rivendica con orgoglio la volontà di esporre integralmente il proprio corpo, ma con rispetto degli altri e anche con senso civico, come tiene a precisare il presidente Guiggiani: «Abbiamo partecipato, nudi, all'operazione spiagge-pulite e alla fine abbiamo constatato con soddisfazione che il camioncino delle guardie, quello che anni fa serviva per darci la caccia, alla fine è stato utilizzato per portare via i rifiuti. D'altra parte, da veri naturisti, siamo amanti della natura e della pulizia e salvaguardia dell'ambiente».

Giuliano Fontani