Si è spento Zizzì Civinini

PISTOIA.Si è spento venerdì all'età di 96 anni Elio Civinini, quello che molti considerano il più grande giocatore che la Pistoiese abbia mai avuto. Civinini era nato a Pistoia il 6 gennaio del 1909 in una di quelle case che si affacciano su piazza d'Armi. E proprio davanti alla Fortezza di Santa Barbara iniziò a tirare i primi calci al pallone con la squadra del Savoia di Porta Carratica.
Esordì il 26 dicembre 1926 contro il Pisa e andò subito in gol. Due anni dopo in serie A mise a segno, naturalmente con la maglia arancione, ben 12 reti. La sfortuna, però, era dietro l'angolo. Per l'amore che aveva verso la Pistoiese rifiutò addirittura il trasferimento all'Ambrosiana Inter di Meazza. Voleva giocare accanto all'ungherese Nekodoma, una coppia di straordinario talento, e riportare la Pistoiese in serie A. Non ci riuscì, perché un gravissimo infortunio al ginocchio lo mise fuori causa per sempre. Era il 24 gennaio 1932, appena sei dopo l'esordio. Dopo una strabiliante partita contro il Novara condita da due reti, venne colpito duramente al ginocchio e all'età di soli 23 anni dette l'addio al calcio tra la disperazione sua e dei tifosi arancioni. Fu persino organizzata una partita apposta per tentare il recupero, ma Civinini dovette lasciare il campo dopo dieci minuti con le lacrime agli occhi.
Sul finire degli anni Trenta diventò pure allenatore della Pistoiese, ma soprattutto nel dopoguerra ne diventò presidente. Un presidente dotato, anche in queste vesti, di classe: un galantuomo. Nella Pistoiese ha giocato 111 partite e segnato 56 gol, in pratica una rete ogni due partite. Da allenatore si è seduto in panchina 78 volte nei campionati dal 1937 al 1939 (due campionati in C e uno in prima divisione), da presidente un campionato di C e uno di B, a partire dal 1945.
Civinini era soprannominato Zizì: il suo gioco era una perfetta simbiosi fra tecnica, eleganza e fantasia. Era preciso e intelligente, albile nei passaggi e nel dribbling, grande opportunista e tiratore scelto.