Stabilito capace di intendere e volere

GROSSETO. Capace di intendere e di volere. E anche di seguire il processo. Sofferente, sì, vittima di un disturbo della personalità. Ma Pasquale Stabilito non è matto. Si possono riassumere così le conclusioni del collegio peritale nominato dal giudice Marco Mezzaluna: nelle 39 pagine della loro relazione, i professori Marco Marchetti e Michele Di Nunzio hanno ritenuto l'assassino di Mirna Bartolini in possesso delle facoltà mentali tali da consentirgli di determinare la propria volontà. L'accertamento sulle condizioni psichiatriche, iniziato il 5 febbraio al carcere di Livorno, è andato avanti per un paio di sedute. I risultati saranno discussi sabato prossimo, quando il giudice ha fissato la nuova udienza, che procede con il rito abbreviato.
I periti, la cui relazione è arrivata ieri mattina alla cancelleria del quinto piano del Tribunale, hanno accertato un disturbo "border line" della personalità: un disturbo che può comportare una piena infermità mentale. Ma non in questo caso, secondo i due esperti: perché il cameriere foggiano di 36 anni ha ricostruito l'omicidio del gennaio 2004 con una lucidità e una precisione tale che è impossibile sostenere l'infermità. Nella relazione viene riconosciuta l'esistenza del disturbo, un disturbo che affonda le radici nella vita difficile di Pasquale, che si manifesta soprattutto nelle relazioni interpersonali. Nulla è detto nella perizia sulla pericolosità sociale di Stabilito. Il quale alla fine del marzo scorso, nel corso dell'interrogatorio in Procura, aveva confessato al pubblico ministero Paolo Calabria l'omicidio e aveva guidato i carabinieri fino al punto, lungo l'Aurelia a Tarquinia, dove aveva abbandonato i poveri resti della ex fidanzata.
L'avvocato Alessandro Lecci, che difende Stabilito insieme al collega Lorenzo Aquilano di Foggia, si dice meravigliato dalle conclusioni: «Siamo stupiti entrambi. Le stesse premesse potevano benissimo portare a conclusioni diverse. Solo un fatto è chiaro: Pasquale è un malato grave. E del resto lo affermavano già le conclusioni del Cim di San Severo e di Grosseto, come anche il nostro perito, il professor Vittorio Volterra. Sulla capacità di intendere e di volere, però, il dibattito aperto: e sabato vedremo cosa accadrà». Quattro anni fa, il Centro di igiene mentale aveva definito Pasquale come una persona dal probabile disturbo della personalità «di tipo passivo e aggressivo».
Preferisce non commentare l'avvocato Marco Festelli, il legale dei figli di Mirna (Santo e Davide) costituitisi parte civile. Si limita a confermare l'assenza della degenerazione psicotica e anticipa che il proprio consulente, il dottor Ugo Corrieri, dovrebbe concordare sulle conclusioni del collegio. I periti di parte hanno seguito da vicino le operazioni di Marchetti e Di Nunzio. I quali proprio sabato riceveranno l'incarico, dal giudice Armando Mammone, per un altro caso di omicidio: dovranno sottoporre a perizia Giuliano Corridori, accusato di aver ucciso moglie e figlia a colpi di fucile.
Adesso questa prima perizia potrebbe "transitare" anche nel secondo procedimento contro Stabilito: quello per l'omicidio della prostituta nigeriana Mercy Igbinova, avvenuto il 25 aprile 2003 nelle campagne di Pian d'Alma e del quale il cameriere si era autoaccusato subito dopo aver fatto ritrovare il cadavere di Mirna. Questa udienza preliminare per il secondo omicidio si terrà il 25 maggio e si svolgerà davanti al giudice Pietro Molino.
Lecci non è ancora in grado di precisare se Stabilito verrà sabato a Grosseto per seguire l'udienza. Pasquale sa intanto di aver evitato l'ergastolo. Ma questo era già avvenuto il 21 gennaio scorso, quando il giudice aveva ammesso il rito abbreviato condizionato. Adesso l'entità della pena dipende dal peso che avranno le conclusioni degli psichiatri nelle decisioni del dottor Mezzaluna.