Il calcio piange Athos Miniati

LIVORNO.Il calcio piange la scomparsa di uno degli ultimi "eroi" di quel Livorno che sfiorò lo scudetto nel '43. Athos Miniati è morto ieri mattina alle 7,15 all'ospedale, dove era stato ricoverato nella notte per un malore. Edema polmonare. Aveva 87 anni. Oggi si terranno i funerali. Alle 14,45 il feretro partirà dall'obitorio dell'ospedale e raggiungerà la chiesa di Borgo Cappuccini, dove alle 15 è prevista la messa.
Livornese doc, per anni titolare con la moglie dell'edicola di piazza Roma, Miniati è stato un grande centrocampista. Anzi, una mezz'ala come si chiamava il suo ruolo a quei tempi. Ha debuttato in C con il Civitavecchia, per poi approdare in A con il Genoa (1940-'41) e il Brescia ('41-'42). Nel campionato '42-'43 il presidente del Livorno, Bruno Baiocchi, lo acquistò per rinforzare la propria squadra che l'anno prima aveva rischiato di retrocedere. Miniati arrivò insieme a Raccis (Prato), Soldani (Pisa), Degano (Fiorentina) e Lovagnini (Spezia). Cinque acquisti che si innestarono sull'ossatura amaranto composta da Stua, Del Bianco, Capaccioli, Zidarich, Tori, Del Buono, Silingardi, Piana, Traversa e Assirelli. Di quella squadra, oggi è rimasto soltanto Soldani.
L'allenatore era Ivo Fiorentini. Quel gruppo, dopo sei giornate, si trovò imbattuto e in testa alla classifica. Ci rimase fino alla ventiseiesima giornata. Poi il Livorno perse a Roma e fu scavalcato di un punto dal Torino. Amaranto e granata vinsero anche le restanti tre partite. Anche l'ultima. Era il 25 aprile: allo stadio di Ardenza, che si chiamava ancora Edda Ciano Mussolini, il Livorno vinse 3-1 sul Milan ma fu tutto inutile. Il Torino infatti espugnò Bari: 1-0, gol di Valentino Mazzola a pochi minuti dal termine. Il Torino vinse lo scudetto con 44 punti, il Livorno chiuse a quota 43 davanti a Juventus (37), Ambrosiana (34) e Genoa (33). Un mese dopo, il 28 maggio, il bombardamento distrusse la città.
Miniati eroe di quel Livorno, ma anche bandiera dell'Udinese dove giocò negli anni successivi dopo una parentesi con la Lucchese e prima di chiudere a Carbonia. A Udine nel giro di tre stagioni (dal 1948 al 1950), insieme ad altri due livornesi (Nanni Civili ed Emo Roffi), portò i friulani dalla anni C alla serie A. Tre promozioni consecutive, tre anni indimenticabili. E infatti nel 2000, per i festeggiamenti del cinquantennio della serie A bianconera, l'Udinese invitò i tre eroi e li inserì in un opuscolo celebrativo.