È lui, Michelangelo Gli esperti diranno se è un autoritratto

VINCI. A sorpresa, ma senza clamore, il Museo Ideale di Leonardo Da Vinci ha presentato, per la prima volta al mondo, un ritratto di Michelangelo sconosciuto, anzi un possibile autoritratto. Nell'ambito del work in progress "Leonardo e Michelangelo. La scuola del Mondo" si è così creato un evento inaspettato. Alessandro Vezzosi, direttore del museo, su eccezionale concessione di un collezionista rimasto anonimo, ha potuto mostrare al pubblico, solo per poche ore, lo straordinario rilievo in marmo bianco, un tondo di circa 35 cm, finora sconosciuto del genio del Rinascimento.
Una presentazione tra l'altro ricca di coincidenze: sabato sera Michelangelo era protagonista della trasmissione Super Quark di Piero Angela e proprio oggi ma 500 anni fa, il 14 marzo del 1505, Leonardo e Michelangelo stavano vivendo momenti importanti della loro biografia, lavoravano ai preliminari per le grandi pitture murali nel salone dei Cinquecento del Palazzo della Signoria a Firenze: la Battaglia di Anghiari e la Battaglia di Cascina. Il contorno suggestivo del Museo e un numeroso pubblico - oltre 200 persone - tra cui il sindaco di Vinci Dario Parrini, l'assessore alla cultura Alberto Casini, hanno fatto da cornice al rilievo che certamente raffigura l'artista.
Ma il direttore è cauto sull'attribuzione, perché come ha voluto sottolineare: «Prima di arrivare alle certezze vogliamo fugare tutti i dubbi. Si tratta di una opera significativa poiché, essendo un ritratto di Michelangelo sconosciuto, arricchisce la nostra conoscenza sulla sua immagine ma sulla sua autografia ci sono dei punti interrogativi». E poi prosegue in battuta: «Quando me lo hanno descritto ho sperato che fosse di Pierino da Vinci, nipote di Leonardo, straordinario scultore morto giovanissimo a soli 23 anni artista di rare sculture, basti pensare che opere di Pierino venivano attribuite anche nell'800 a Michelangelo, un'occasione in più per evidenziare i rapporti tra i due».
Nei prossimi giorni il rilievo sarà sottoposto a un attento studio ma sul nome di chi si occuperà di questa delicata fase il direttore non risponde dato che finora l'opera è stata trattata da lui e da James Beck, professore alla Columbia university di New York e fondatore dell'Art watch international, che difende i diritti delle opere d'arte come esseri viventi. Ci sono altri esperti interessati ad esaminarla e laboratori disponibili che vorrebbero approfondire la ricerca: «sarebbe sbagliato oggi, dire un nome o un altro», specifica Vezzosi.
La qualità scultorea dell'opera è altissima. In passato il marmo si era rotto ed era stato ricomposto in maniera elementare. Non è stato recentemente posto ad alcun restauro per presentarlo proprio così come il tempo ce lo ha consegnato. Nei prossimi giorni un esame scientifico stabilirà come e quando è stata eseguito questo intervento semplicistico. Ma Vezzosi invita ad avere un po' di pazienza. «E' comunque un'opera con vari contrappunti - spiega - c'è una parte levigata, anzi levigatissima quasi un intervento della natura, presenta colpi di scalpello ed è molto interessante anche sul retro». Per chi non l'ha potuta ammirare ieri il Museo Ideale si impegna a creare quanto prima una occasione con una ricca documentazione per dare risposta a tante domande. L'opera fa parte di una collezione italiana e che dunque rimarrà ad arricchire il nostro patrimonio. Il collezionista, che la possiede da molto tempo, rimane anonimo. Quella del valore poi corrisponde ad un quanto che ancora non si può formulare: lo studio dev'essere approfondito.