Oggi l'addio a don Giussani

MILANO.Un lungo, ininterrotto pellegrinaggio. E' stata una giornata di commozione, emozione e preghiera anche ieri per le migliaia di persone che si sono raccolte alla camera ardente di don Luigi Giussani all'Istituto Sacro Cuore di Milano, dove è esposta la salma del fondatore di Comunione e Liberazione.
La giornata è cominciata prima dell'apertura prevista per mezzogiorno, quando già alcune centinaia di persone aspettavano in fila di poter salutare don Giussani. Ed è iniziata con una messa celebrata dal suo successore designato, don Julian Carron, alla quale hanno preso parte anche il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, e il parlamentare Maurizio Lupi. La preghiera è proseguita poi tutto il giorno con la recita continua del rosario. La camera ardente, andrà avanti fino a oggi a mezzogiorno, quando la bara di don Gius sarà chiusa.
Ieri sono arrivati molti giovani, anche dall'estero, persino dagli Stati Uniti.
«Mi ha fatto impressione vedere quante età diverse ci siano attorno alla salma di Don Giussani» ha osservato il leader dell'Unione Romano Prodi, che ha conosciuto don Giussani trent'anni fa. «Sono il segno della continuità - ha detto - di un lavoro che non si ferma nel tempo ma procede oltre». E anche il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, uscito visibilmente commosso dalla camera ardente, ha sottolineato come «don Giussani abbia scritto pagine inedite della storia del movimento dei cattolici popolari, a cui ancora altre generazioni di giovani si nutriranno».
Oggi per i funerali arriveranno molti pullman dall'estero: la cerimonia sarà presieduta dal card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, mentre il card. Joseph Ratzinger terrà l'omelia. Grandissima la partecipazione annunciata a livello politico: fra gli altri, il premier Silvio Berlusconi, il vicepremier Marco Follini, i presidenti di Camera e Senato, Casini e Pera, i ministri Moratti, Baccini, Sirchia, Alemanno, Marzano, Gasparri. E ancora, il senatore a vita Giulio Andreotti, sempre vicinissimo a Cl, Rocco Buttiglione, i parlamentari Andrea Ronchi (in rappresentanza del ministro degli Esteri, Gianfranco Fini), i presidenti di Lombardia, Formigoni, Lazio, Storace, e Sicilia, Cuffaro, il sindaco di Milano Gabriele Albertini. Attese anche numerose presenze di esponenti del mondo culturale, finanziario, imprenditoriale. Le misure di sicurezza si annunciano imponenti.