Due Comuni: «Enel non dà lavoro alla zona»


POMARANCE. I Comuni geotermici se la prendono con Enel. Motivo del contendere? L'azienda elettrica non favorisce le imprese locali negli appalti. L'accusa è firmata dalle amministrazioni di Pomarance e Castelnuovo Valdicecina e fa riferimento sia a sentenze del consiglio di Stato sia a pareri legali richiesti per risolvere la faccenda: ovvero Enel sarebbe obbligata a esperire gare a evidenza pubblica, nonostante formalmente sia una società per azioni.
Sentenze e pareri, quindi, fanno alzare la voce alle amministrazioni comunali di Pomarance e Castelnuovo: «È la conferma di ciò che abbiamo sempre sostenuto - scrivono -. L' Enel si riserva di condurre una vera e propria trattativa privata svincolandosi dai doveri di trasparenza e comportandosi alla stregua di un normale operatore privato». Comportamento che, secondo gli enti locali e le imprese, «non appare rispettoso delle normative nazionali e comunitarie sugli appalti».
Un documento.I Comuni geotermici, per cercare di uscire da questa impasse, hanno elaborato e proposto ai dirigenti Enel, sulla falsariga di intese in altri territori, un documento contenente un'ipotesi di accordo per favorire lo sviluppo occupazionale e di crescita economica e professionale per le maestranze e le imprese locali. «L'ipotesi di accordo - annunciano Pomarance e Castelnuovo -, a prescindere dal risultato concreto che potrà essere ottenuto, sarà discussa in occasione di un incontro già programmato con la compagnia elettrica e la Regione Toscana ai primi di gennaio 2005». E prevede l'istituzione di un tavolo composto da Enel, rappresentanti degli enti locali geotermici e delle associazioni imprenditoriali locali con il compito di verificare i piani di committenza. «All'azienda - continuano - viene richiesto di impegnarsi per favorire la piccola e media impresa con delle misure che consentano in concreto la partecipazione alle gare, con particolare riferimento alle manutenzioni, ai lavori edili e ai servizi».
L'elenco delle imprese.In cambio gli enti locali geotermici si impegneranno a fornire all'Enel un elenco dell'imprenditoria locale suddivisa per specializzazioni consigliando l'Ente elettrico ad interpellare ed a privilegiare piccole e medie imprese presenti nell'elenco.
Regione competente.L'ipotesi di accordo sarà discussa con l'Enel in giunta regionale, perché l'amministrazione comunale di Pomarance e gli altri enti locali dell'area geotermica intendono far valere la competenza che Firenze ha acquisito in materia di programmazione energetica e di rilascio di concessioni e di autorizzazioni minerarie a seguito della riforma del titolo 5º della Costituzione.
L'avvertimento.Nel comunicato controfirmato dalle amministrazioni, gli enti locali ribadiscono che la holding dell'Enel deve attuare politiche più attente nei confronti del territorio. «Senza dimenticare che nel 2007 andranno a scadenza importanti concessioni minerarie, che potranno costituire un valido strumento di persuasione in tale direzione».
Le aziende si mobilitano.In attesa dell'accordo, le imprese, accanto alla discussione avviata sul tavolo dei Comuni, hanno anche ritenuto di trasferire - in modo autonomo e senza la presenza delle istituzioni locali - l'argomento sul tavolo delle proprie associazioni di categoria. E i Comuni di Pomarance e Castelnuovo su questa scelta indipendente puntano parecchio. «Sono prive di qualsiasi fondamento - dicono - le notizie che vorrebbero far credere che le riunioni all'Unione industriale di Pisa siano state organizzate o promosse dalle amministrazioni comunali». Poi, attaccando le opposizioni, continuano: «Sono false anche le notizie diffuse da un gruppo di opposizione secondo cui in consiglio comunale la maggioranza avrebbe difeso gli appalti Enel così come vengono espletati. È vero invece esattamente il contrario: la maggioranza ha cercato di dimostrare che gli appalti così come vengono attuati sono punitivi verso l'imprenditoria locale e non sono rispettosi delle normative sugli appalti pubblici».
L'aiuto di tutti.Gli enti locali «ritengono tuttavia molto importante, data la complessità della materia, il contributo che potrebbe essere offerto dalle organizzazioni sindacali e dalle forze politiche sia di maggioranza sia di minoranza per portare un contributo ad affrontare la problematica in modo proficuo per le nostre comunità».
La crisi.Il caso è scoppiato intorno a ottobre, quando sono entrate in crisi le aziende dell'indotto Enel (e questo nonostante l'investimento di 250 milioni di euro che la compagnia elettrica ha previsto per i prossimi cinque anni). A farne le spese i lavoratori della Isolver, la ditta che a inizio novembre ha annunciato la cassa integrazione per dieci dipendenti per mancanza di commesse. L'azienda, nata negli anni Sessanta, attualmente ha in organico di 40 dipendenti. In cassa ci sono andati (almeno per otto settimane) gli addetti alle lavorazioni di isolamento termico. E tutto il settore da allora trema.

Giancarlo Giannetti