Nido: l'appalto va a una ditta di Napoli

POMARANCE.Sarà un'azienda di Napoli (la Icesaf) a ristrutturare il podere Piuvico, dove verrà realizzato il nido d'infanzia "il Boschetto". Il centro polivamente costerà 420mila euro e sarà anche un centro polivalente per bimbi e genitori. Un luogo dove poter socializzare, insomma. La speranza è di chiudere i cantieri entro settembre 2005, ma per rispettare quella data occorre che non si verifichino intoppi. L'impianto, finanziato dalla Regione, servirà per smaltire le liste d'attesa.
L'asilo nido a Pomarance era diventata una priorità. Dell'opera se ne parlava ormai da più di due anni, da quando il presidente della Comunità montana, Francesco Gherardini, aveva fatto un appello alle amministrazioni comunali servendosi del battesimo della consulta regionale della montagna. Il nuovo asilo nido si farà nel podere Piuvico, in località Gallerone. I 420mila euro serviranno appunto per il restyling dell'edificio esistente e per l'acquisto dell'arredamento e dei materiali. Una volta assegnati, i lavori dovranno durare al massimo 270 giorni.
Il nido potrebbe essere la soluzione al problema dello spopolamento di Pomarance. Nel 2002 l'anagrafe aveva registrato un saldo negativo da record. Mai si era giunti a perdere, in un solo anno, 112 residenti (meno 1,75%); calo costituito da 47 maschi e 65 femmine. Per quest'effetto, dai 6.442 residenti del dicembre 2001 si è passati ai 6.330 del dicembre 2002. Due anni fa erano nati appena 32 bebè (116 gli anziani defunti). In più 111 persone (perlopiù giovani) avevano fatto i bagagli traslocando in città (Pisa la meta più gettonata) perché in Valdicecina non riuscivano a trovare un posto di lavoro. In questo scenario veramente triste, occorre però dire qualcosa di curioso: i mesi più prolifici per i pomarancini sono ottobre e dicembre, con sei voli della cicogna, seguono agosto con 4, maggio, luglio e settembre 3. Nessuna nascita a giugno. Numeri, senza implicazioni sociologiche.
Il Comune di Pomarance, nei primi anni Sessanta, aveva superato - anche se di poche unità - i diecimila residenti. Poi il declino. Sulle cause si è sempre parlato di insufficienti infrastrutture, prima fra tutte la viabilità che, oltre ai residenti, penalizza anche lo sviluppo di nuove industrie. Ultimamente, a peggiorare la situazione, i mancati ricambi del turnover nella più grossa industria della zona (Enel). Ma non è colpa soltanto delle strade se la gente scappa da un'altra parte. In Valdicecina mancano i servizi e così, magari a malincuore, si emigra in cerca di tranquillità (un posto di lavoro, un ospedale, un asilo nido, una scuola vicino a casa). L'asilo nido a Gallerone è soltanto il primo tassello. Un passo in avanti che, se resta isolato, rischia di essere completamente inutile.