Grilli, raffiche su Balatoni prima del match tricolore


GROSSETO.Emanuele Grilli trova sotto l'albero di Natale una bella e convivente vittoria e la convinzione di potersi giocare la chance tricolore con Furlan. Il superwelter dell'Organizzazione Rosanna Conti Cavini ha piegato, sul ring di Marina di Grosseto, l'ungherese Csaba Balatoni in un match che dalla seconda alla sesta ripresa lo ha visto protagonista assoluto.
Il "toro maremmano" ha mancato il colpo del ko, ma alla fine sia il maestro Alessandro Scapecchi che il patron Umberto Cavini hanno mostrato la loro soddisfazione.
Fisicamente preparato, Emanuele ha chiuso il combattimento all'attacco, centrando il bersaglio grosso con continuità e mettendo a segno quei colpi che aveva provato e riprovato nella palestra di via Tito Speri.
«All'inizio - ammette Grilli - ho accusato un destro di Balatoni, ma poi è filato tutto liscio. Come previsto il mio avversario si è rivelato pericoloso, capace di trovare in qualsiasi momento il colpo risolutore. L'ho tenuto a distanza, rischiato pochissimo».
Grilli, che ha palesato anche miglioramenti nello stile, ha portato molto bene il sinistro, il destro ed anche il montante, aggiudicandosi nettamente il match, il quattordicesimo della sua carriera. Anche se non era solo questo l'obiettivo.
«Ho dimostrato di avere una preparazione adeguata - sottolinea il pugile maremmano - l'impatto psicologico è stato quello giusto ed ho rispettato quelli che erano i miei programmi».
Ma il superwelter con il pensiero è già proiettato al 21 gennaio, quando darà la scalata al tricolore, cercando di strapparlo a Furlan. «Vorrei mandargli un messaggio: gli riserverò lo stresso trattamento di Balatoni. Per questo match effettuerò una preparazione ancora più puntiglioso, con l'appoggio dell'Organizzazione Rosanna Conti Cavini. Vogliol ripagare la loro fiducia e quella dei grossetani che hanno creduto in me. Non amo nascondermi dietro un dito: voglio portare il titolo a Grosseto».
Cosa dovrà migliorare da oggi al 21 gennaio? «Sicuramente mi serve un colpo più secco, una castagna, che si costruisce solo con i guanti. Umberto Cavini mi farà allenare con l'ex campione del mondo Giovanni Parisi, uno sparring partner che non ha bisogno di presentazione. E poi ovviamente seguirò alla lettera quello che dice il maestro Scapecchi».
Nella bella serata di Marina c'è stata gloria anche per il leggero Giovanni Niro, che si è abbattuto come una furia sul rumeno Jan Farkas, costretto alla resa dopo appena 88 secondi. Il ventunenne debuttante del Team Gyory è andato al tappeto dopo una quarantina di secondo, travolto da una serie di colpi precisi e violenti e dopo qualche istante ha gettato definitivamente la spugna, chiamando all'angolo anche il dottor Sergio De Santis, forse più per la paura che altro.
«Mi aspettavo un match più duro - ha detto Niro alla fine - ma questo è il pugilato. L'importante è andare avanti. Il prossimo match? Chiedetelo a Umberto Cavini».
Sport Italia ha invece trasmesso in diretta l'esibizione di Alberto Servidei, che ha ottenuto la diciottesima affermazione in carriera ai danni di un irriducibile Botos, che ha fatto soffrire fino all'ultimo il campione italiano dei piuma. Tutto facile invece per la stellina Di Rocco che ha avuto ragione di Kubowsky, con il rammarico di non essere riuscito a metterlo al tappeto: «Mi ha fatto un gesto che non mi è piaciuto non ce l'ho fatta a stenderlo».
Nell'ultimo atto della serata Alessandro Filippo non ha potuto mostrare la sua condizione contro un avversario che spezzava continuamente le sue trame.
Rimangono da fare due annotazioni: Umberto e Rosanna hanno premiato il comandante dei vigili del fuoco Roberto Catarsi, in segno di riconoscenza ai pompieri della Maremma, ed hanno devoluto parte dell'incasso all'Enpa nell'ambito della lotta ai combattimenti illegali tra cani: "La boxe per aiutare i pitbull. Un combattimento leale a favore di vittime di combattimenti illegali", questo lo slogan che accompagna l'idea di Marlena Giacolini che ambisce ad assumere un carattere nazionale.

Maurizio Caldarelli